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LAOS

Persone, cultura e luce

Data:

UNDERCONSTRUCTION

Tour di

15 giorni / 14 notti

APERTO

Posti disponibili:

PRIVATI e GRUPPI DI MASSIMO 6 PARTECIPANTI

PREZZI:

1 ARTISTA $ 8.842
2 ARTISTI $ 6.514
3 ARTISTI $ 4.645
4 ARTISTI $ 4.485
6 ARTISTI $ 3.320

1.- INTRODUZIONE

Caro compagno di viaggio,

questa volta ti invito a seguire con me un fiume.

Non soltanto il Mekong e il Nam Ou, che attraverseremo per gran parte del nostro viaggio, ma un filo invisibile che unisce persone, cultura, territorio e luce.

Il Laos è un paese che sembra chiederti di rallentare. Le distanze, le montagne, i fiumi e i piccoli villaggi costruiscono un ritmo diverso, nel quale il viaggio non è soltanto il modo per raggiungere una destinazione, ma diventa parte dell'esperienza.

Cominceremo nel sud, lungo il Mekong, tra le isole di Don Khone e il paesaggio dei suoi villaggi, seguendo il corso dell'acqua e la vita che da sempre gli ruota intorno. Entreremo poi nei territori del Bolaven, dove il caffè racconta un'altra relazione profonda tra persone, lavoro e terra, dalla coltivazione fino alla tazza.

Da lì attraverseremo il paese verso nord. Cambieranno il paesaggio, la vegetazione, le montagne e il modo di vivere il territorio. Arriveremo nell'area di Oudomxay e lungo il Nam Ou, incontrando comunità rurali, mercati, pescatori, artigiani e villaggi nei quali il rapporto con l'ambiente continua a essere parte della vita quotidiana.

A Sopchem ci fermeremo per conoscere da vicino il lavoro delle tessitrici e il mondo che esiste intorno ai loro telai. Non sarà una semplice visita: avremo il tempo di camminare, osservare, parlare, aspettare. Perché alcune fotografie non si possono cercare. Bisogna lasciare che accadano.

Poi il fiume ci accompagnerà verso Nong Khiaw e, infine, verso Luang Prabang.

Qui il viaggio cambierà ancora una volta ritmo. Entreremo nella vita della città, nei mercati dell'alba, nei templi, nelle case, lungo il Mekong e il Nam Khan. Saremo presenti mentre Luang Prabang si prepara a uno dei momenti più intensi dell'anno: il Boun Lai Heua Fai, il Festival delle Barche di Luce.

Sarà il momento in cui tutto ciò che avremo seguito durante il viaggio (persone, cultura, acqua, architettura, ritualità e luce) sembrerà incontrarsi nello stesso luogo.

Ma questo non sarà un viaggio costruito semplicemente per raccogliere fotografie di paesaggi, templi o persone.

Sarà un viaggio per imparare a stare dentro una scena prima di fotografarla. Per osservare il lavoro di una persona, la luce che entra in una casa, il movimento di una barca sul fiume, una mano che lavora un filo, la nebbia che scende sulle montagne o una città che cambia quando arriva la sera.

Avremo tempo per fotografare, ma soprattutto avremo tempo per guardare.

Perché attraversare il Laos insieme significa anche imparare a riconoscere ciò che normalmente passa inosservato.

E forse, alla fine del viaggio, capiremo che il vero filo che abbiamo seguito non era soltanto quello dei suoi fiumi.

Era quello della sua vita quotidiana. E la fotografia sarà il nostro modo di interpretarla.

2.- PERCHÉ QUESTO VIAGGIO?

Ho scelto di creare questo Photo Tour in Laos per una ragione molto semplice: perché, dopo averlo attraversato per due anni consecutivi, sentivo di volerlo finalmente raccontare attraverso il mio modo di vedere.

Negli anni precedenti ho avuto la possibilità di accompagnare gruppi in Laos. Ma quando ho iniziato a costruire i miei Photo Tour con una mia identità, ho sentito il desiderio di tornare e di esplorare il paese con maggiore libertà, scegliendo ciò che davvero mi interessa fotografare, conoscere e condividere.

Il Laos, per me, è il grande sconosciuto del Sud-est asiatico.

La Thailandia porta sulle spalle decenni di turismo internazionale. Il Vietnam ha conosciuto una trasformazione enorme e una crescita rapidissima. La Cambogia è ormai riconosciuta in tutto il mondo anche grazie ad Angkor.

E poi c'è il Laos.

Un paese che sembra rimanere un po' in disparte. Quasi il fratello timido della regione. Ma basta fermarsi a guardarlo per scoprire che dietro quella discrezione esiste una personalità enorme.

È proprio questo che mi ha conquistato.

In alcuni momenti, attraversandolo, ho avuto la sensazione di viaggiare nella Cambogia di diciotto anni fa: non perché i due paesi siano uguali, ma per quella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che non è ancora stato completamente raccontato, classificato e trasformato in un'immagine già pronta.

Ed è proprio questa sensazione di scoperta che voglio conservare durante il viaggio. Non mi interessa arrivare in Laos pensando di sapere già cosa devo trovare.

Al contrario.

Mi interessa partire dalla curiosità, dall'incertezza e persino dalla mia stessa ignoranza. Perché quando non conosciamo veramente un luogo, ogni incontro può ancora sorprenderci. Una storia raccontata da una persona anziana, un gesto imparato dai propri genitori, una credenza, una festa, un modo di lavorare, una casa costruita in un certo modo o una relazione particolare con il fiume possono aprire una porta verso qualcosa che non avevamo previsto.

Ed è proprio lì che, per me, comincia la fotografia.

Il Laos mi interessa per la sua calma, per il suo ritmo e per quella capacità di vivere apparentemente lontano dalla frenesia delle grandi città asiatiche e dal nostro modo occidentale di misurare continuamente il tempo.

Mi interessano la sua storia e soprattutto le storie delle persone che lo abitano.

Mi interessa l'artigianato, il lavoro delle mani, la natura esuberante, le montagne, i fiumi, la nebbia, la luce, i villaggi e le città. Ma nessuno di questi elementi, preso singolarmente, è il motivo per cui ho scelto il Laos.

Il motivo sono le persone. Perché sono le persone a dare un significato a un territorio.

Sono le loro storie, la loro memoria, la religione o la sua assenza, le tradizioni, le credenze, le paure, i racconti tramandati dai nonni, il modo in cui lavorano e quello in cui abitano il proprio ambiente a costruire l'identità di un luogo.

E tutto questo, per un fotografo, è materia visiva. Non soltanto attraverso il ritratto. Anche attraverso una casa, un tessuto, un mercato, una barca, una mano, un paesaggio, un altare, una strada vuota o una luce che entra da una finestra.

È questo il linguaggio che voglio cercare in Laos. Un linguaggio nel quale la fotografia documentaria possa incontrare la mia parte più artistica: osservare la realtà, ma anche interpretarla; rispettare ciò che accade davanti all'obiettivo, ma cercare allo stesso tempo una composizione, una luce, un movimento, una sovrapposizione o un modo diverso di costruire l'immagine.

Non voglio portarti in Laos per dimostrarti quanto conosco il Laos. Voglio portarti con me perché anche io voglio continuare a scoprirlo.

Ed è forse questa la cosa che più mi affascina: sapere che, nonostante abbia già camminato per le sue strade e fotografato le sue persone, questo paese conserva ancora per me una parte di mistero.

Un mistero che non nasce dall'esotismo. Nasce dal fatto che non tutto ci è familiare. E quando qualcosa non ci è familiare, siamo costretti a guardare davvero.

Per me, fotografare il Laos significa proprio questo: entrare in un territorio che ancora non do per scontato, lasciarmi sorprendere dalle sue persone e dalle sue storie e trasformare quella scoperta in immagini.

Perché a volte il modo migliore per fotografare un luogo non è conoscerlo già. È avere ancora la curiosità di scoprirlo.

3.- COSA FOTOGRAFERAI?

Durante questo Photo Tour non cercheremo semplicemente i luoghi più belli del Laos. Cercheremo situazioni, persone, gesti, luce e relazioni capaci di raccontare il territorio.

IL MEKONG E LA VITA SUL FIUME
Barche, pescatori, piccoli porti, villaggi, rive, isole e attività quotidiane. Lavoreremo sul rapporto tra le persone e l'acqua, cercando immagini che raccontino il fiume come spazio di vita e non soltanto come paesaggio.

DON KHONE E LE 4.000 ISOLE
La vita quotidiana dell'isola, le vecchie infrastrutture ferroviarie coloniali, la vegetazione, le rive del Mekong e le cascate di Li Phi. Un ambiente nel quale lavorare con paesaggio, architettura, movimento e luce.

VAT PHOU
Architettura Khmer, pietra, vegetazione e rapporto tra il tempio e la montagna. Cercheremo geometrie, prospettive, dettagli, texture e soprattutto il dialogo tra costruzione e ambiente naturale.

IL MONDO DEL CAFFÈ NEL BOLAVEN
Piantagioni, lavoratori, raccolta, lavorazione e vita quotidiana legata alla produzione del caffè. Non soltanto fotografie del paesaggio agricolo, ma immagini del lavoro: mani, strumenti, persone, materia e gesti.

CASCATE E PAESAGGI DEL BOLAVEN
Tad Fane, Tad Koy Loy Far e gli altri ambienti naturali che incontreremo lungo l'altopiano. Lavoreremo sulla scala, sulla profondità, sul movimento dell'acqua, sulla vegetazione e sulle diverse condizioni di luce.

OUDOMXAY E LE COMUNITÀ RURALI
Strade secondarie, agricoltura, abitazioni, mercati e vita quotidiana. Cercheremo soprattutto il rapporto tra persone e territorio e, quando sarà possibile, entreremo in contatto con comunità locali attraverso accompagnatori e mediatori del posto.

KHAMU E LE CULTURE DEL NORD
Persone, abitazioni, attività quotidiane, artigianato, agricoltura e paesaggio. Non cercheremo immagini «tipiche», ma situazioni reali nelle quali la cultura possa emergere attraverso la vita quotidiana.

MUANG KHUA E IL NAM OU
Mercato, pescatori, barche, ponti, case, strade e vita lungo il fiume. Fotografaremo la città da terra, entrando nella sua quotidianità, e utilizzeremo il Nam Ou come elemento narrativo e compositivo.

SOPCHEM E LA TESSITURA
Telai, fili, mani, tessuti, donne al lavoro, interni delle abitazioni e spazi domestici. Una possibilità particolarmente interessante per lavorare sul dettaglio, sul gesto, sulla ripetizione, sulla materia e sulla luce naturale.

NONG KHIAW E LE MONTAGNE DEL NORD
Il Nam Ou, le montagne calcaree, la nebbia mattutina, i villaggi e la vita lungo il fiume. Alterneremo paesaggio e vita quotidiana, cercando di evitare la semplice fotografia panoramica.

LUANG PRABANG
Mercati, strade, abitazioni, templi, monaci, Mekong, Nam Khan, architettura e vita quotidiana. Lavoreremo soprattutto nelle prime ore del giorno e nel tardo pomeriggio, quando la luce modifica completamente la percezione della città.

IL FESTIVAL DELLE BARCHE DI LUCE
Preparativi, decorazioni, persone, rituali, barche illuminate, templi e vita notturna. Non cercheremo soltanto l'immagine spettacolare della festa, ma tutto ciò che accade prima e intorno ad essa.

PERSONE E RITRATTI
Ritratti ambientati, gesti, sguardi e momenti di vita quotidiana. Il ritratto nascerà sempre da un incontro e da una disponibilità reale a essere fotografati.

LUCE, MOVIMENTO E TEMPO
Lavoreremo con la luce naturale, il movimento delle persone e dell'acqua, le lunghe esposizioni e, quando la situazione lo permetterà, sperimenteremo tecniche come panning, zooming, doppie esposizioni, viraggi e altre forme di interpretazione dell'immagine.

LA FOTOGRAFIA CHE NON ERA PREVISTA
E soprattutto fotograferemo ciò che non possiamo programmare: una situazione incontrata lungo la strada, una persona, una luce improvvisa, una scena quotidiana o un momento che nessun itinerario avrebbe potuto prevedere.

Perché parte del lavoro fotografico consiste proprio nell'essere pronti quando qualcosa accade.

4.- COSA IMPARERAI?

Questo Photo Tour non nasce per insegnarti semplicemente a usare meglio una macchina fotografica.

Nasce per aiutarti a guardare.

Durante il viaggio lavoreremo sulla capacità di osservare una scena prima di fotografarla, di riconoscere ciò che accade dentro un'immagine e di capire quando una fotografia funziona perché documenta, quando perché interpreta e quando perché riesce a raccontare qualcosa che va oltre ciò che abbiamo semplicemente visto.


IMPARARE A GUARDARE
Imparerai a leggere un ambiente prima di fotografarlo: luce, spazio, persone, movimento, geometrie, colori, profondità e relazioni tra gli elementi.

Lavoreremo sulla capacità di aspettare il momento giusto invece di fotografare immediatamente ciò che abbiamo davanti.


COSTRUIRE UN'IMMAGINE
Imparerai a scegliere cosa includere e cosa lasciare fuori dall'inquadratura, a utilizzare primo piano, sfondo, linee, simmetrie, prospettive e profondità per costruire immagini più consapevoli.

Non si tratta soltanto di trovare una bella composizione, ma di capire perché quella composizione può raccontare qualcosa.


LUCE E ATMOSFERA
Lavoreremo sulla luce naturale nelle diverse condizioni che incontreremo durante il viaggio: alba, controluce, luce laterale, luce morbida, interni, nebbia, tramonto e notte.

Imparerai a riconoscere come la luce possa modificare completamente una stessa scena e come utilizzarla per costruire atmosfera, profondità e significato.


PERSONE E FOTOGRAFIA DOCUMENTARIA
Imparerai ad avvicinarti alle persone senza trasformarle semplicemente in soggetti fotografici.

Lavoreremo sul ritratto ambientato, sull'osservazione della vita quotidiana, sul rapporto tra persona e ambiente e sulla costruzione di una fotografia che racconti anche ciò che esiste intorno al volto.


MOVIMENTO E TEMPO
Il Laos ci offrirà molte occasioni per lavorare sul movimento: acqua, barche, persone, traffico, processioni e situazioni di vita quotidiana.

Utilizzeremo il "Panning", le "lunghe esposizioni" e altre tecniche per imparare a rappresentare il movimento non soltanto congelandolo, ma trasformandolo in linguaggio visivo.


SPERIMENTARE CON LA FOTOGRAFIA
Durante il viaggio potremo sperimentare "Zooming, doppia esposizione, solarizzazione, viraggio di colore, mosso creativo, flash e altre tecniche" quando la situazione lo permetterà.

Non saranno esercizi fini a se stessi.

L'obiettivo sarà capire come una tecnica possa diventare uno strumento espressivo e come utilizzarla per trasformare una fotografia documentaria in un'immagine più personale.


DAL DOCUMENTO ALL'INTERPRETAZIONE
Imparerai che fotografare una realtà non significa necessariamente riprodurla fedelmente.

Possiamo partire da ciò che vediamo e, attraverso la scelta dell'inquadratura, della luce, del tempo di esposizione, del movimento o della tecnica, costruire una nostra interpretazione.

È qui che la fotografia smette di essere soltanto registrazione e comincia a diventare linguaggio.


TROVARE IL PROPRIO LINGUAGGIO
Durante il viaggio cercheremo di capire cosa ti attrae realmente.

Forse saranno i ritratti. Forse la luce. Forse il paesaggio, l'architettura, il movimento, i dettagli, il colore o le situazioni quotidiane.

Non voglio che tutti i partecipanti tornino a casa con le stesse fotografie.
Voglio aiutarti a riconoscere ciò che ti appartiene e a svilupparlo.

Perché dentro ogni fotografo esiste un modo personale di guardare. Il mio lavoro, durante questo viaggio, sarà aiutarti a trovarlo.

  • DAY 1 — 14 OCTOBER
    ARRIVAL IN PAKSE
    Morning / Afternoon

    Arrival in Pakse and transfer to the hotel.
    This first day is intentionally relaxed. There is no sightseeing programme. It is a chance to arrive, settle in, rest and get ready for the journey ahead.

    Late afternoon / Evening
    We will meet for an initial briefing and talk through the journey: the route, the places we will visit, our photographic approach and, above all, the way we will work together throughout the Photo Tour.

    We will discuss how to approach people and communities, how to work with changing light and how to make the most of the time we have in each location.

    Overnight: Pakse.

    DAY 2 — 15 OCTOBER
    PAKSE — KHONG — DON KHONE

    Morning: After breakfast, we leave Pakse and head south towards the 4,000 Islands region.

    The journey itself will become part of the photographic experience. We will work with the changing landscape, villages, roads and everyday life along the way, stopping when there is a genuine photographic opportunity.

    Afternoon: We continue towards Don Khone and settle into our accommodation.
    Depending on the light and our arrival time, we will begin exploring the island and its surroundings.

    Evening: First photographic work around Don Khone and the Mekong, looking at the river as a place of everyday life rather than simply as a landscape.

    Overnight: Don Khone.

    DAY 3 — 16 OCTOBER
    DON KHONE AND THE 4,000 ISLANDS

    Morning: We will spend the day exploring Don Khone and the surrounding area.
    We will photograph village life, the Mekong, boats, riverbanks, vegetation and the remains of the old colonial railway infrastructure.

    We will also explore the Li Phi waterfalls, working with water, movement, scale and the surrounding landscape.

    Afternoon: We continue photographing the island and its everyday life, allowing enough time to stop, observe and work rather than moving rapidly from one viewpoint to another.

    Evening: Depending on the light and the day's conditions, we may continue photographing around the river and village.

    Overnight: Don Khone.

    DAY 4 — 17 OCTOBER
    DON KHONE — VAT PHOU — CHAMPASSAK

    Morning: We leave Don Khone and continue towards Champassak.
    Along the way, we will visit Vat Phou, the extraordinary Khmer temple complex built into the landscape beneath the mountain.

    Afternoon: At Vat Phou, we will work photographically with architecture, stone, vegetation, geometry, perspective and the relationship between the temple and the surrounding landscape.

    Rather than simply photographing the monument as a tourist attraction, we will look for details, textures, layers and different ways of interpreting the space.

    Evening: Arrival in Champassak and time to settle into the hotel.

    Overnight: Champassak.

    DAY 5 — 18 OCTOBER
    CHAMPASSAK — BOLOVEN PLATEAU

    Morning: We leave Champassak and head towards the Boloven Plateau.
    The landscape changes as we climb towards the plateau, bringing different vegetation, cooler temperatures and a landscape shaped by agriculture and coffee production.

    Afternoon: We will explore the world of coffee: plantations, workers, tools, processing and the relationship between people and the land.
    We will also work with the natural landscapes and waterfalls of the plateau, depending on conditions and photographic opportunities.

    Evening: Arrival at our accommodation in the Boloven Plateau.
    Time to rest and, if the light is right, continue photographing the surrounding landscape.

    Overnight: Boloven Plateau.

    DAY 6 — 19 OCTOBER
    BOLOVEN PLATEAU — PAKSE — VIENTIANE

    Morning: We continue exploring the Boloven Plateau, using the morning light to photograph the landscape, plantations and rural life.

    We will take our time where there is something worth photographing rather than simply ticking places off a list.

    Afternoon: We return towards Pakse and continue to the airport for our flight to Vientiane.

    Evening: Arrival in Vientiane and transfer to the hotel.

    Overnight: Vientiane.


    DAY 7 — 20 OCTOBER
    VIENTIANE — OUDOMXAY — NAM KAT

    Morning: We continue our journey north by high-speed train towards Oudomxay.
    This is one of the major transitions of the journey: the landscape changes, the mountains become more prominent and we move further away from the main tourist routes.

    Afternoon: Arrival in the Oudomxay area and transfer towards Nam Kat.
    Depending on arrival time and light, we will begin photographing the surrounding environment and everyday life.
    Evening: Time to settle in and rest.

    Overnight: Nam Kat.

    DAY 8 — 21 OCTOBER
    RURAL COMMUNITIES — MUANG KHUA

    Morning: Today we leave the main roads and head into the surrounding mountain communities.
    We will encounter rural villages and communities including Hmong, Khmu and Akha people, accompanied by local guides who know the area and its communities.

    Afternoon: This will be a day for observation and encounters rather than a conventional sightseeing programme.
    We will photograph homes, agriculture, craftsmanship, everyday activities and the relationship between people and the mountainous landscape.
    Whenever possible, we will take the time needed to establish a genuine connection before photographing.

    Evening: We continue towards Muang Khua.

    Overnight: Muang Khua.


    DAY 9 — 22 OCTOBER
    MUANG KHUA — SOP CHEAM — NONG KHIAW

    Morning: We begin our journey along the Nam Ou towards Nong Khiaw.
    The river becomes our route through the northern mountains, and the journey itself will offer opportunities to photograph boats, riverbanks, villages, mountains and everyday life along the water.

    Afternoon: We stop at Sop Cheam, one of the most important photographic encounters of the journey.
    We will have time to walk through the village, observe daily life and, whenever we are invited, enter homes and photograph the weaving process: looms, threads, hands, textiles, people at work and domestic spaces.
    A local guide with extensive knowledge of the Muang Ngoi region will accompany us.

    Late afternoon / Evening: We continue towards Nong Khiaw.

    Depending on the timing and light, we may continue photographing around the river and village after arrival.

    Overnight: Nong Khiaw.

    DAY 10 — 23 OCTOBER
    PHOU PHA DAENG — SOP CHEAM

    Morning: We will explore the landscape around Nong Khiaw and, depending on conditions, work around Phou Pha Daeng.
    The objective is not simply to reach a viewpoint, but to photograph the relationship between the Nam Ou, the limestone mountains, vegetation, atmosphere and light.

    Afternoon: We return to Sop Cheam to continue our photographic work in the village.
    This second opportunity allows us to spend more time with the weaving, the people and the details of everyday life, without having to force everything into a single visit.

    Evening: Return to Nong Khiaw.

    Overnight: Nong Khiaw.

    DAY 11 — 24 OCTOBER
    NONG KHIAW AND SURROUNDINGS — LUANG PRABANG

    Morning: We continue exploring Nong Khiaw and its surroundings.
    We will photograph the Nam Ou, the limestone mountains, villages and riverside life, looking for a balance between landscape and human presence.
    The pace will remain adapted to photography, with time to stop, observe and work rather than simply moving between viewpoints.

    Afternoon: We leave Nong Khiaw and drive towards Luang Prabang.

    Evening: Arrival in Luang Prabang and time to settle into the hotel.

    Overnight: Luang Prabang.

    DAY 12 — 25 OCTOBER
    LUANG PRABANG — CITY

    Morning: We begin exploring Luang Prabang on foot.
    Markets, streets, temples, homes, architecture and everyday life will become our photographic material.
    We will work particularly with the early morning light and the quieter moments of the city.

    Afternoon: We continue through the streets and neighbourhoods of Luang Prabang, photographing architecture, people, details and the relationship between the city and its rivers.

    Evening: Late-afternoon and evening photography, when the changing light gives the city a completely different atmosphere.

    Overnight: Luang Prabang.

    DAY 13 — 26 OCTOBER
    LUANG PRABANG — KUANG SI

    Morning: We leave Luang Prabang for Kuang Si.
    The waterfalls and surrounding landscape give us the opportunity to work with water, movement, vegetation, reflections, scale and changing light.
    This is not simply a visit to a waterfall. We will look for different ways of interpreting the landscape photographically.

    Afternoon: Return towards Luang Prabang.
    Depending on the light and conditions, we may continue photographing in and around the city.

    Evening: Free time to rest or continue working independently.
    Overnight: Luang Prabang.

    DAY 14 — 27 OCTOBER
    LUANG PRABANG — BOUN LAI HEUA FAI / FESTIVAL OF LIGHT BOATS

    Today we will dedicate the entire day to Luang Prabang and the Boun Lai Heua Fai, the Festival of Light Boats.
    We will move through the city from morning onwards, photographing the preparations, the decoration of the temples and streets, the people creating their illuminated boats, the rituals and the changing atmosphere as the day progresses.
    We will work slowly and freely, following the light and the rhythm of the celebrations rather than a fixed route. The aim will be to photograph not only the spectacle itself, but everything that happens around it: people preparing, families gathering, monks, details, gestures, reflections, architecture and the relationship between the city and the river.
    As evening falls, we will concentrate on the illuminated boats, processions, candles and lights along the Mekong and the Nam Khan. This will be one of the most important photographic moments of the entire journey, allowing us to work with movement, darkness, colour, reflections, long exposures and the atmosphere of the festival.
    We will have the freedom to stay in the places that offer the strongest photographic opportunities and to adapt our movements according to what is happening around us.
    Overnight in Luang Prabang.


    DAY 15 — 28 OCTOBER
    DEPARTURE

    Morning: Breakfast and transfer to Luang Prabang International Airport for the journey home.

    The Photo Tour ends here — but hopefully not the desire to keep photographing.

    End of the Photo Tour.

  • Il Laos non è soltanto un paese da attraversare: è un territorio che richiede un certo modo di stare al suo interno.

    Durante il viaggio passeremo da grandi città a piccoli villaggi, dalle rive del Mekong e del Nam Ou alle montagne del nord, da luoghi profondamente legati al buddhismo a comunità nelle quali convivono credenze tradizionali, animismo e memoria ancestrale.

    Il Laos è culturalmente molto più complesso di quanto possa apparire a prima vista. Il paese riconosce ufficialmente 49 gruppi etnici, appartenenti a diverse famiglie linguistiche, con tradizioni, costumi, credenze e forme di vita differenti. Tra questi incontreremo anche comunità Khmu e altri gruppi locali, soprattutto nel nord del paese.

    Per questo motivo, durante il viaggio non parleremo semplicemente di “tradizioni laotiane” come se esistesse un'unica cultura. Cercheremo invece di capire, per quanto possibile, le differenze tra comunità, territori e storie personali.


    MONETA E PAGAMENTI
    La moneta ufficiale è il "kip laotiano (LAK)".

    Gli euro possono essere cambiati in Laos e saranno utili soprattutto per avere una valuta facilmente convertibile. Nelle città più grandi troveremo banche, cambiavalute e ATM, mentre nelle zone rurali la disponibilità di contanti può essere molto più limitata.

    Le carte di credito sono accettate soprattutto negli hotel, nei ristoranti e negli esercizi delle principali città. Durante il nostro itinerario attraverseremo invece zone nelle quali sarà importante avere contanti a disposizione.

    Prima di partire forniremo indicazioni aggiornate sulla quantità di contanti consigliata e sulle possibilità di cambio lungo il percorso.


    LINGUA
    La lingua ufficiale è il "lao".

    Nelle principali destinazioni turistiche l'inglese è abbastanza diffuso, ma nelle aree rurali non possiamo dare per scontato che venga parlato.

    Durante il viaggio avremo quindi una guida e accompagnatori locali che ci aiuteranno nella comunicazione e, soprattutto, nella relazione con le comunità che incontreremo.

    Imparare anche solo qualche parola in lao — un saluto, un grazie, una forma di rispetto — sarà il nostro piccolo modo di entrare in relazione con il paese.


    RELIGIONE, CREDENZE E VITA QUOTIDIANA
    Il buddhismo Theravada ha un ruolo centrale nella società laotiana, ma la spiritualità del paese non può essere ridotta alla sola pratica buddhista.

    In molte comunità convivono buddhismo, credenze legate agli spiriti, culto degli antenati e tradizioni locali. Questa sovrapposizione fa parte della storia e della vita quotidiana di molte persone e merita di essere osservata senza giudizio e senza cercare di separare ciò che, per noi, potrebbe sembrare appartenere a mondi diversi.

    Templi, monaci, cerimonie, offerte, case, altari domestici e rituali saranno quindi elementi importanti del nostro viaggio, ma sempre come espressione di una cultura viva e non come semplice soggetto fotografico.


    PERSONE, COMUNITÀ E FOTOGRAFIA
    Una parte fondamentale del viaggio sarà dedicata all'incontro con le persone.

    Entreremo in mercati, villaggi, case, laboratori e luoghi di lavoro. Potremo incontrare pescatori, agricoltori, artigiani, tessitrici e famiglie che ci permetteranno di conoscere, quando possibile, alcuni aspetti della loro vita quotidiana.

    Ma conoscere non significa avere automaticamente il diritto di fotografare.

    Chiedere il permesso, aspettare, spiegare cosa stiamo facendo e accettare un eventuale rifiuto sono parte integrante del nostro modo di viaggiare.

    Una fotografia non vale più della persona che abbiamo davanti.


    MEGLIO PERDERE UNA FOTO CHE PERDERE IL RISPETTO


    BAMBINI E MINORI
    Durante il viaggio presteremo particolare attenzione alla protezione dei bambini.

    Non fotograferemo minori come soggetti del nostro lavoro senza il consenso appropriato e non trasformeremo la loro presenza in un'immagine esotica da portare a casa.

    La CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA stabilisce che l'interesse del bambino deve essere una considerazione fondamentale, che ogni bambino ha diritto alla vita e allo sviluppo e che la sua vita privata deve essere rispettata.

    Per noi non sono principi astratti: fanno parte del modo in cui scegliamo di viaggiare e fotografare.


    ABBIGLIAMENTO E COMPORTAMENTO
    Il Laos è un paese nel quale il modo di vestire e di comportarsi comunica rispetto.

    Nei templi e durante le cerimonie sarà necessario avere un abbigliamento adeguato, evitando spalle e ginocchia scoperte. Entrando in alcuni luoghi sacri sarà inoltre necessario togliere le scarpe.

    Eviteremo comportamenti rumorosi o invadenti nei luoghi di culto e durante le cerimonie. Non toccheremo persone, oggetti rituali o immagini sacre senza autorizzazione.

    Durante il viaggio ci adatteremo alle consuetudini locali, anche quando saranno diverse dalle nostre.

    Non siamo lì per spiegare agli altri come dovrebbero vivere.

    Siamo lì per osservare, conoscere e imparare.


    CIBO E VITA QUOTIDIANA
    La cucina laotiana accompagnerà il viaggio tanto quanto il paesaggio.

    Riso glutinoso, erbe aromatiche, verdure, spezie, peperoncino, pesce del fiume, carni e preparazioni locali fanno parte della cucina quotidiana. Il "khao niaow", il riso glutinoso, è uno degli elementi più caratteristici della tradizione alimentare del paese.

    Avremo occasione di mangiare in ristoranti, piccoli locali e, quando possibile, in contesti più vicini alla vita quotidiana delle comunità.

    Anche il momento del pasto sarà parte del viaggio: un'occasione per osservare abitudini, relazioni e modi diversi di stare insieme.


    STORIA E MEMORIA
    Per comprendere il Laos bisogna conoscere anche qualcosa della sua storia recente.

    Il paese porta ancora le conseguenze di decenni di conflitti e della cosiddetta "Secret War", una parte della storia del Sud-est asiatico che ha lasciato tracce profonde nel territorio e nella memoria delle persone.

    Durante il viaggio incontreremo quindi non soltanto una storia antica fatta di templi, regni e architetture, ma anche una storia molto più recente, spesso familiare e personale.

    La storia di un paese non vive soltanto nei musei.

    Vive nelle persone, nei racconti dei nonni, nelle famiglie, nei villaggi e nel modo in cui una generazione trasmette alla successiva ciò che ha vissuto.


    UN MONDO DIVERSO DI GUARDARE
    Il nostro viaggio attraverserà luoghi nei quali sarà facile cadere nella tentazione di cercare “la fotografia tipica”.

    Un monaco.
    Un costume tradizionale.
    Un villaggio.
    Un mercato.
    Un bambino.
    Una barca sul fiume.

    Ma dietro ogni immagine c'è una persona, una storia e un contesto. Per questo cercheremo di andare un passo oltre la superficie.

    Non vogliamo fotografare il Laos come un'immagine esotica costruita per il nostro sguardo occidentale. Vogliamo provare a conoscerlo prima di fotografarlo.

    Perché quando smettiamo di cercare ciò che ci aspettavamo di trovare, cominciamo finalmente a vedere ciò che abbiamo davanti.

  • Durante tutto il viaggio soggiorneremo in strutture di alta qualità, accuratamente selezionate in base alla posizione, al comfort, all'affidabilità e alla possibilità di vivere al meglio ogni tappa del percorso.

    Tutte le sistemazioni prevederanno camere private con bagno privato.

    La scelta degli hotel e delle strutture potrà variare in funzione dell'itinerario definitivo e della disponibilità al momento della prenotazione, soprattutto nelle zone rurali e nei piccoli villaggi del nord del Laos.

    Anche quando il territorio ci porterà lontano dai principali centri urbani, manterremo lo stesso principio: comfort, pulizia, privacy e qualità del riposo.

    In alcune tappe particolari, come quelle lungo il Mekong o il Nam Ou, la struttura potrà essere più semplice rispetto a un hotel cittadino, ma sarà sempre scelta con attenzione e dovrà garantire camera privata e bagno privato.

    L'obiettivo è semplice: dopo una giornata di viaggio, fotografia e incontri, avere sempre un luogo piacevole nel quale fermarsi, riposare e prepararsi a vivere il giorno successivo.

  • Questo Photo Tour è stato progettato per permetterci di attraversare il Laos in modo efficiente, ma senza trasformare gli spostamenti in una semplice successione di trasferimenti.

    Per le distanze più lunghe utilizzeremo una combinazione di volo interno e treno ad alta velocità, mentre per gli spostamenti sul territorio ci affideremo a mezzi privati con autista, scelti in funzione del numero dei partecipanti, delle condizioni delle strade e delle caratteristiche di ogni tratta.

    Il viaggio prevede un volo interno da Pakse a Vientiane, che ci permetterà di collegare rapidamente il sud del paese con la capitale.

    Da Vientiane proseguiremo in treno ad alta velocità, una soluzione particolarmente utile per attraversare il paese verso nord in modo più rapido e confortevole rispetto a un lungo trasferimento su strada.

    Per il resto dell'itinerario utilizzeremo van privati o veicoli 4x4 con autista, in base al numero definitivo dei partecipanti e alle necessità delle singole tappe.

    Nelle zone più remote, sulle strade secondarie e nei tratti in cui le condizioni del fondo stradale lo richiedano, potrà essere preferibile il 4x4. Con gruppi più numerosi sarà invece possibile utilizzare un van di dimensioni adeguate, sempre garantendo spazio sufficiente per i partecipanti, i bagagli e l'attrezzatura fotografica.

    Durante il viaggio utilizzeremo inoltre barche locali e imbarcazioni private per alcuni tratti sul Mekong e sul Nam Ou. In questi casi il trasferimento fluviale non sarà soltanto un modo per raggiungere la destinazione, ma una parte integrante dell'esperienza e del nostro modo di conoscere il territorio.

    Tutti gli spostamenti saranno organizzati in modo da lasciare, quando possibile, tempo per fermarsi, fotografare, riposare e osservare ciò che accade lungo il percorso.

    Gli orari definitivi dei voli, dei treni e alcuni dettagli logistici saranno confermati in fase di organizzazione del viaggio, in funzione della disponibilità e del numero finale dei partecipanti.

  • Per partecipare a questo Photo Tour non è necessario possedere un'attrezzatura professionale.
    La fotografia non la fa la macchina fotografica. La fa chi sta dietro alla macchina.

    Una fotocamera semplice, se conosciuta e utilizzata con consapevolezza, può produrre immagini molto più interessanti di un'attrezzatura costosa utilizzata senza una precisa intenzione.

    Per questo motivo non ti chiederò di acquistare nulla appositamente per il viaggio.

    L'attrezzatura ideale comprende:

    Fotocamera: reflex o mirrorless, anche di fascia non professionale.

    Obiettivi: consigliamo almeno un grandangolare e uno zoom o teleobiettivo medio. Un 24–70 mm o equivalente è estremamente versatile; un 70–200 mm può essere interessante per ritratti, dettagli e compressione dei paesaggi.

    Obiettivo luminoso: facoltativo, ma utile per ritratti, interni e fotografia con poca luce.

    Batterie e schede di memoria: portane sempre una quantità sufficiente per una giornata intera di fotografia.

    Batterie di riserva e caricabatterie: indispensabili durante gli spostamenti.

    Power bank: consigliato per le giornate più lunghe e per mantenere attivi telefono e altri dispositivi.

    Treppiede: consigliato soprattutto per le lunghe esposizioni, la fotografia notturna e alcune delle tecniche che sperimenteremo.

    Protezione per la pioggia: utile per fotocamera e zaino, soprattutto durante eventuali acquazzoni tropicali.

    Zaino fotografico: comodo e facilmente accessibile, ma sufficientemente compatto per gli spostamenti in barca, treno, van e 4x4.

    Durante il viaggio lavoreremo anche con tecniche come lunghe esposizioni, Panning, Zooming, doppia esposizione, movimento intenzionale, viraggi di colore, solarizzazione e uso creativo del flash.

    Non è necessario possedere un'attrezzatura specifica per ciascuna di queste tecniche. Molto dipenderà dalla fotocamera che utilizziamo, dalla nostra capacità di controllarla e soprattutto dalla nostra creatività.

    Se possiedi già più obiettivi o attrezzatura particolare, ne parleremo prima della partenza per capire cosa abbia realmente senso portare.

    Il principio è semplice: porta ciò che conosci, ciò che utilizzi e ciò che ti permette di fotografare con libertà.

    Non voglio che tu passi il viaggio a trasportare attrezzatura che non utilizzi.

    Voglio che tu abbia con te gli strumenti necessari per concentrarti su ciò che conta davvero: guardare, scegliere e fotografare.

  • Il nostro viaggio attraverserà il Laos da sud a nord nel mese di ottobre, un periodo di transizione tra la stagione delle piogge e quella più asciutta.

    Questo significa che troveremo condizioni climatiche diverse lungo il percorso e che il tempo potrà cambiare rapidamente, soprattutto nelle zone montuose.

    Nel sud del paese, tra Pakse, il Mekong e l'area del Bolaven, le temperature saranno generalmente elevate, con massime intorno ai 30–32 °C e un'umidità ancora importante. Ottobre può portare piogge e temporali, anche intensi, soprattutto nelle prime settimane del mese. A Pakse le medie storiche di ottobre sono di circa 31 °C durante il giorno e 23 °C durante la notte.

    Salendo verso il nord del Laos, le temperature tenderanno gradualmente a diminuire. Nell'area di Oudomxay e lungo il Nam Ou, soprattutto al mattino e nelle zone più elevate, potremo trovare temperature più fresche e una maggiore escursione termica.

    A Luang Prabang, dove concluderemo il viaggio, ottobre presenta generalmente condizioni più piacevoli: circa 30 °C durante il giorno e 20 °C durante la notte, con precipitazioni sensibilmente inferiori rispetto ai mesi precedenti della stagione delle piogge.


    PIOGGIA
    La possibilità di pioggia farà parte del viaggio.

    Non considereremo quindi l'eventuale pioggia come un inconveniente da evitare a tutti i costi. Pioggia, nebbia, nuvole, riflessi, acqua e cambiamenti di luce possono diventare parte della nostra fotografia.

    Gli spostamenti e alcune attività potranno essere adattati alle condizioni meteorologiche quando sarà necessario, soprattutto nelle zone rurali e sui percorsi secondari.

    Per questo è importante avere sempre con sé una giacca impermeabile leggera, una protezione per lo zaino e per l'attrezzatura fotografica e calzature adatte a superfici bagnate.


    COSA PORTARE
    Consigliamo:

    - Abbigliamento leggero e traspirante
    - Una camicia o una giacca leggera a maniche lunghe
    - Una giacca impermeabile leggera
    - Scarpe comode e con buona aderenza
    - Sandali o calzature leggere per le giornate più calde
    - Cappello e protezione solare
    - Repellente per insetti
    - Protezione impermeabile per fotocamera e zaino
    - Un piccolo asciugamano o panno in microfibra per l'attrezzatura

    Per le giornate nel nord e soprattutto per le uscite all'alba, sarà utile avere con sé anche uno strato leggermente più caldo.

    Il consiglio più importante è semplice: vestirsi a strati e lasciare spazio nello zaino per adattarsi al cambiamento delle condizioni durante la giornata.

    E, soprattutto, venire preparati a fotografare anche quando il cielo decide di raccontarci qualcosa di diverso da quello che avevamo immaginato.

  • Questo Photo Tour è adatto a fotografi di qualsiasi livello, dal principiante che vuole iniziare a sviluppare uno sguardo personale fino al fotografo più esperto che desidera approfondire la propria ricerca visiva.

    Non è necessario conoscere tecniche avanzate né possedere un'attrezzatura professionale.

    Durante il viaggio lavoreremo individualmente sul modo di osservare, comporre e interpretare ciò che abbiamo davanti, adattando gli esercizi e le indicazioni al livello e agli interessi di ciascun partecipante.


    LIVELLO FOTOGRAFICO
    Tutti i livelli.

    L'importante non è quanto sai già fotografare, ma la curiosità di metterti in gioco, sperimentare e imparare a guardare in modo diverso.


    LIVELLO FISICO E GEOGRAFICO
    Medio.

    Non sono previsti trekking impegnativi né lunghe escursioni di montagna, ma il viaggio richiede una buona mobilità e una certa capacità di adattamento.

    Cammineremo nei villaggi e nelle città, su strade sterrate e superfici irregolari, saliremo alcuni sentieri e affronteremo brevi percorsi a piedi per raggiungere punti panoramici o luoghi di interesse fotografico.

    Ci saranno inoltre giornate con spostamenti in barca, trasferimenti su strada e uscite molto presto al mattino.

    Il caldo e l'umidità del sud, la possibilità di pioggia e alcuni percorsi rurali possono rendere alcune giornate più impegnative di altre.

    Non è richiesta una particolare preparazione atletica, ma è importante essere in grado di camminare per periodi prolungati, salire e scendere scale o sentieri e muoversi su terreni non sempre regolari.

    Il ritmo del viaggio sarà comunque pensato per lasciare spazio a fotografia, pause e riposo.

    Non corriamo per vedere più cose.

    Ci fermiamo perché vogliamo vedere meglio.

  • Il gruppo sarà composto da un massimo di 6 partecipanti, oltre a me e al nostro team locale.

    Per me, questa non è semplicemente una scelta di esclusività. Un gruppo piccolo è fondamentale per il modo in cui concepisco un Photo Tour.

    Significa poter dedicare tempo a ciascun partecipante, osservare il suo modo di fotografare, aiutarlo a sviluppare il proprio linguaggio e adattare il lavoro alle sue esigenze e ai suoi interessi.

    Significa anche poterci muovere più facilmente, fermarci quando incontriamo qualcosa che merita attenzione, entrare in relazione con le persone e con le comunità senza arrivare come un gruppo numeroso e invasivo.

    Se incontriamo una situazione interessante, possiamo aspettare.
    Se qualcuno ha bisogno di più tempo per fotografare, possiamo fermarci.
    Se una persona preferisce osservare prima di scattare, non dobbiamo avere fretta.

    E se il viaggio ci porta in un piccolo villaggio, in una casa, in un laboratorio o su una barca, sei persone sono ancora un gruppo che può entrare in relazione.

    Per questo il numero massimo di sei partecipanti non è un limite commerciale.
    È una parte essenziale del nostro modo di viaggiare, fotografare e imparare insieme.

5.- IL NOSTRO MODO DI VIAGGIARE

Viaggiare con me significa prima di tutto entrare in un luogo con rispetto.

La fotografia ci permette di avvicinarci alle persone, alle culture e alle storie che incontriamo, ma proprio per questo ci impone una responsabilità.

Non consideriamo le persone che incontriamo durante il viaggio come soggetti fotografici a nostra disposizione.

SONO PERSONE
Prima di fotografare qualcuno cercheremo un contatto, quando possibile chiederemo il permesso e accetteremo sempre un eventuale rifiuto.

Nessuno ci deve una fotografia.

Potremo perdere un'immagine bellissima, ma non avremo mai perso il rispetto per chi avevamo davanti.

MEGLIO PERDERE UNA FOTO CHE PERDERE IL RISPETTO


CONOSCERE PRIMA DI FOTOGRAFARE
Non vogliamo arrivare in un villaggio cercando ciò che conferma l'immagine che avevamo già costruito nella nostra testa.

Non cerchiamo il “tipico”, l'“esotico” o il “pittoresco”. Cerchiamo persone, storie, gesti, relazioni, lavori, spazi e situazioni reali. Cerchiamo di comprendere il contesto prima di trasformarlo in un'immagine.

Il nostro sguardo non deve essere quello di chi arriva dall'altra parte del mondo per giudicare una società secondo i propri valori, né quello di chi cerca nelle differenze una forma di esotismo.

Non siamo lì per stabilire come dovrebbe essere il Laos. Siamo lì per cercare di capire come è.


PERSONE, PRIVACY E CONSENSO
Entrare in relazione con una comunità significa rispettarne i tempi e i limiti.

Non entreremo nelle case senza essere invitati, non fotograferemo momenti privati o situazioni delicate senza consenso e non insisteremo quando una persona non desidera essere fotografata.

In alcuni casi sarà possibile spiegare chi siamo, cosa stiamo facendo e perché quella fotografia ci interessa.

In altri, semplicemente, dovremo abbassare la macchina fotografica.

Anche questo fa parte dell'educazione dello sguardo.


BAMBINI
I bambini meritano una protezione ancora maggiore.

Non li utilizzeremo come elemento decorativo delle nostre fotografie, non costruiremo immagini intorno alla loro vulnerabilità e non cercheremo situazioni che possano trasformarli in protagonisti involontari della nostra esperienza.

Il loro diritto alla privacy, alla dignità, alla vita e allo sviluppo viene prima della nostra fotografia.

Per questo il nostro approccio si ispira anche ai principi della CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA, in particolare agli articoli 3, 6 e 16.


TURISMO RESPONSABILE
Cercheremo, quando possibile, di lavorare con persone e servizi locali, contribuendo direttamente alle comunità che ci accolgono.

Sceglieremo piccoli operatori, guide, autisti, artigiani e attività locali quando questo sia compatibile con la qualità e la sicurezza del viaggio.

Non vogliamo soltanto attraversare un territorio.

Vogliamo che il nostro passaggio abbia un rapporto corretto con chi quel territorio lo abita.


FOTOGRAFARE SENZA APPROPRIARSI
Una fotografia può raccontare una persona, ma non può raccontare tutto di quella persona.
Può mostrarci un gesto, un volto, un lavoro, una casa, una tradizione. Non ci autorizza però a inventare una storia intorno a ciò che non conosciamo.

Per questo cercheremo di evitare didascalie, interpretazioni o giudizi che trasformino una realtà complessa in uno stereotipo.

FOTOGRAFARE NON SIGNIFICA POSSEDERE CIÒ CHE ABBIAMO FOTOGRAFATO

Significa assumersi la responsabilità di come scegliamo di mostrarlo.

Questo è il nostro modo di viaggiare.

E questo è il modo in cui voglio insegnarti a fotografare.

6.- COME PRENOTARE

Per partecipare al Photo Tour in Laos è sufficiente contattarmi direttamente.

Dopo aver verificato la disponibilità dei posti, riceverai tutte le informazioni necessarie per confermare la partecipazione, insieme alle condizioni complete del viaggio.


PAGAMENTO

Poiché la partenza è prevista per il 14 ottobre 2026, e la prenotazione viene effettuata a meno di 45 giorni dalla partenza, è richiesto il:

100% alla conferma della prenotazione

La partecipazione sarà considerata confermata solamente dopo la ricezione del pagamento.


PRIMA DI PARTIRE

Prima della partenza riceverai tutte le informazioni definitive relative a:

- Programma e itinerario
- Sistemazioni
- Voli e trasporti interni
- Documentazione necessaria
- Assicurazione di viaggio
- Contatti e informazioni operative
- Eventuali modifiche rese necessarie dalle condizioni locali

Il viaggio sarà confermato definitivamente al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto.

La quota comprende esclusivamente quanto indicato nella proposta definitiva del Photo Tour. Eventuali servizi o spese personali non inclusi saranno comunicati chiaramente prima della conferma.


CONDIZIONI

Le condizioni di cancellazione e rimborso saranno quelle indicate nei termini e condizioni del Photo Tour e verranno fornite al momento della prenotazione.

L'itinerario pubblicato rappresenta il progetto del viaggio e potrà subire modifiche per motivi logistici, meteorologici, di sicurezza, disponibilità dei servizi o esigenze delle comunità locali.

Eventuali modifiche saranno effettuate cercando di mantenere intatta la filosofia, la qualità e gli obiettivi fotografici del viaggio.

È responsabilità di ogni partecipante viaggiare con passaporto valido, documentazione richiesta per l'ingresso nel Laos e un'assicurazione di viaggio adeguata, comprendente le eventuali esigenze personali e le attività previste.

Io sarò il Photo Tour Leader e accompagnerò il gruppo per tutta la durata del viaggio, occupandomi della parte fotografica, dell'organizzazione del gruppo e del coordinamento con i nostri partner locali.

I servizi locali (trasporti, guide, autisti, strutture ricettive, voli, treni e attività) saranno organizzati attraverso operatori locali selezionati.

Prima di confermare la tua partecipazione avrai sempre la possibilità di conoscere con chiarezza cosa è incluso, cosa non è incluso e quali sono le condizioni del viaggio.

Niente sorprese. Solo il tempo necessario per preparare bene il viaggio prima di partire.

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Raccontami chi sei,  che tipo di fotografia ami,  che cosa ti aspetti da questo viaggio...


E, soprattutto, che cosa vorresti scoprire di te attraverso la fotografia.

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