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CAMBOGIA DA NORD A SUD

Tra pietra e acqua

Data:

Ottobre - Novembre - Dicembre 2026

Tour di

12 giorni 11 notti

APERTO

Posti disponibili:

PRIVATI e GRUPPI DI MASSIMO 6 PARTECIPANTI

PREZZI:

2 ARTISTI 2.750 €
3 ARTISTI 2.350 €
4 ARTISTI 2.050 €
5 ARTISTI 1.900 €
6 ARTISTI 1.800 €

1.- INTRODUZIONE

Caro compagno di viaggio,

questa volta non ti invito semplicemente a partire con me. Ti invito a casa mia.

Vivo in Cambogia da ormai due anni, ma la mia storia con questo paese è iniziata molto prima, nel 2007, quando una collaborazione con una ONG mi portò qui per la prima volta. Quello che doveva essere un viaggio è diventato l’inizio di un amore niente affatto platonico e, per fortuna, pienamente ricambiato.

In questi anni ho imparato a conoscere la sua gente, ad ascoltarne i ritmi e, soprattutto, a lasciarmi conquistare da un modo diverso di vivere il tempo. Mi sono innamorato profondamente della vita cambogiana, delle sue contraddizioni, della sua gentilezza e di quella straordinaria voglia di guardare al futuro a mani aperte.

Questo viaggio è il primo di due itinerari che ho preparato per raccontare la Cambogia. Un primo passo per conoscere la sua capitale, la sua storia più recente e le radici profonde di un paese che, per essere compreso, non può essere separato dal proprio passato.

Non possiamo infatti capire la Cambogia di oggi senza attraversare la tragedia del regime di Pol Pot e il genocidio che ha devastato il paese. Una società intera è stata spezzata e, ancora oggi, il tessuto sociale cambogiano continua a ricostruirsi con una forza e una resilienza sorprendenti. È forse proprio qui che si comprende meglio la straordinaria energia della sua gente: gentile, curiosa, accogliente e con una voglia incredibile di costruire il futuro.

Ma non esiste passato recente senza un passato più lontano. Prima di tutto questo, la Cambogia è stata il cuore di uno dei più grandi imperi della storia del Sud-est asiatico: l’Impero Khmer. Le sue straordinarie costruzioni architettoniche, capaci ancora oggi di sfidare la nostra immaginazione, hanno lasciato uno dei patrimoni archeologici più importanti del mondo.

Da Phnom Penh ad Angkor, dai mercati alle acque del Tonlé Sap, fino alle coste e alle isole del sud, questo primo viaggio sarà quindi un modo per attraversare la Cambogia nel tempo: dalla sua storia più antica alle ferite del passato recente, fino a un presente che guarda al futuro con una sorprendente voglia di vivere.

2.- PERCHÉ QUESTO VIAGGIO?

Perché la Cambogia non è soltanto Angkor.

È un paese che vive continuamente tra passato e presente, tra pietra e acqua, tra grandi imperi e piccoli gesti quotidiani. Ed è proprio questa complessità che voglio farvi scoprire attraverso la fotografia.

Ho costruito questo Photo Tour partendo da una domanda molto semplice: come possiamo raccontare la Cambogia senza limitarci a fotografare ciò che già conosciamo?

Per questo attraverseremo luoghi molto diversi tra loro. Entreremo nella monumentalità di Angkor, ma ci fermeremo anche nei villaggi del Tonlé Sap, nelle botteghe degli artigiani, nei mercati, tra i pescatori e nei luoghi che raccontano la storia più recente del paese.

Andremo dalla capitale alle antiche città Khmer, dalla foresta al mare, dalle rive del lago alle isole del sud. Cambieremo continuamente ambiente, luce e linguaggio fotografico.

Ma soprattutto voglio che impariamo a guardare prima di fotografare.

Non mi interessa portarvi da un luogo all’altro per riempire una scheda di memoria. Mi interessa darvi il tempo di osservare, di capire quello che abbiamo davanti e di trovare il vostro modo personale di raccontarlo.

La Cambogia che vi propongo non è quella della fotografia-cartolina.

È una Cambogia fatta di persone, lavoro, memoria, architettura, acqua, paesaggi e trasformazioni. Una Cambogia che continua a cambiare, ma che conserva ancora un legame profondissimo con la propria storia.

E c’è un ultimo motivo.

Questa è la mia casa.

Vivo in Cambogia e la conosco attraverso gli occhi di chi ha scelto di restare, non soltanto di chi è passato per qualche giorno. Vi porterò nei luoghi che conosco, ma anche in quelli che continuo a scoprire. Vi racconterò quello che so e, soprattutto, continueremo insieme a fare quello che per me è il senso più bello della fotografia: guardare il mondo con curiosità, prima ancora di pensare a come fotografarlo.

3.- COSA FOTOGRAFERAI?

In questo viaggio fotograferai una Cambogia molto diversa da quella delle immagini che normalmente associamo al paese.

Fotograferai pietra, acqua, persone e paesaggi, ma soprattutto le relazioni che esistono tra loro.

Ad Angkor lavoreremo sulla monumentalità dell’architettura Khmer, sulle geometrie, sulle texture della pietra, sulle proporzioni e sul rapporto continuo tra architettura e natura. La luce sarà uno degli elementi principali del nostro lavoro: la osserveremo cambiare durante la giornata e impareremo a utilizzarla per trasformare uno stesso luogo.

Sul Tonlé Sap entreremo invece in un mondo completamente diverso. Fotograferai villaggi sull’acqua, barche, pescatori, case, gesti quotidiani e paesaggi regolati dal ritmo delle acque. Qui la fotografia sarà soprattutto osservazione: cercare momenti, relazioni e piccoli dettagli senza forzare ciò che accade davanti alla macchina fotografica.

Incontreremo poi artigiani, lavoratori e persone impegnate nelle loro attività quotidiane. Mani, strumenti, materia, fuoco, movimento e gesti saranno elementi importanti del nostro racconto. Non cercheremo semplicemente il ritratto di una persona, ma il modo in cui quella persona entra in relazione con il proprio lavoro e con l'ambiente che la circonda.

A Phnom Penh cambieremo ancora registro. Fotograferai memoria, architettura, mercati, strade, pagode, vita urbana e trasformazioni della città. Sarà una fotografia più legata alla stratificazione: il passato che convive con il presente, la memoria accanto alla vita quotidiana, l'architettura storica accanto a quella contemporanea.

Sihanoukville ci porterà invece dentro un paesaggio urbano quasi surreale: grandi edifici, strutture incompiute, hotel, casinò e architetture nate durante il boom degli investimenti. Un'occasione per utilizzare la fotografia d'architettura e il paesaggio urbano per raccontare una città e le trasformazioni economiche che l'hanno attraversata.

A Koh Rong torneremo all'acqua. Barche, villaggi di pescatori, spiagge, foresta, mare e luce diventeranno il nostro nuovo ambiente fotografico. Lavoreremo soprattutto sulla relazione tra uomo e paesaggio e sulla capacità di aspettare la luce invece di inseguirla.

A Kep il racconto continuerà attraverso pescatori, mercati, mangrovie, saline, barche e architetture coloniali. Fotograferemo il lavoro legato al mare, ma anche ciò che il tempo ha lasciato sulle architetture e sui paesaggi.

E poi ci saranno le strade.

Durante i trasferimenti attraverseremo una Cambogia rurale fatta di terra rossa, case, piccoli negozi, mercati improvvisati, attività quotidiane, animali, persone e paesaggi. Molte delle immagini più interessanti potrebbero nascere proprio lì, fuori dal programma, quando qualcosa attirerà la nostra attenzione e decideremo di fermarci.

Perché questo viaggio non è costruito per fotografare una lista di monumenti.

È costruito per fotografare una società, un paesaggio e un modo di vivere.

E soprattutto per imparare a riconoscere un'immagine quando ci passa davanti.

4.- COSA IMPARERAI?

In questo viaggio fotograferai una Cambogia molto diversa da quella delle immagini che normalmente associamo al paese.

Fotograferai pietra, acqua, persone e paesaggi, ma soprattutto le relazioni che esistono tra loro.

Ad Angkor lavoreremo sulla monumentalità dell’architettura Khmer, sulle geometrie, sulle texture della pietra, sulle proporzioni e sul rapporto continuo tra architettura e natura. La luce sarà uno degli elementi principali del nostro lavoro: la osserveremo cambiare durante la giornata e impareremo a utilizzarla per trasformare uno stesso luogo.

Sul Tonlé Sap entreremo invece in un mondo completamente diverso. Fotograferai villaggi sull’acqua, barche, pescatori, case, gesti quotidiani e paesaggi regolati dal ritmo delle acque. Qui la fotografia sarà soprattutto osservazione: cercare momenti, relazioni e piccoli dettagli senza forzare ciò che accade davanti alla macchina fotografica.

Incontreremo poi artigiani, lavoratori e persone impegnate nelle loro attività quotidiane. Mani, strumenti, materia, fuoco, movimento e gesti saranno elementi importanti del nostro racconto. Non cercheremo semplicemente il ritratto di una persona, ma il modo in cui quella persona entra in relazione con il proprio lavoro e con l'ambiente che la circonda.

A Phnom Penh cambieremo ancora registro. Fotograferai memoria, architettura, mercati, strade, pagode, vita urbana e trasformazioni della città. Sarà una fotografia più legata alla stratificazione: il passato che convive con il presente, la memoria accanto alla vita quotidiana, l'architettura storica accanto a quella contemporanea.

Sihanoukville ci porterà invece dentro un paesaggio urbano quasi surreale: grandi edifici, strutture incompiute, hotel, casinò e architetture nate durante il boom degli investimenti. Un'occasione per utilizzare la fotografia d'architettura e il paesaggio urbano per raccontare una città e le trasformazioni economiche che l'hanno attraversata.

A Koh Rong torneremo all'acqua. Barche, villaggi di pescatori, spiagge, foresta, mare e luce diventeranno il nostro nuovo ambiente fotografico. Lavoreremo soprattutto sulla relazione tra uomo e paesaggio e sulla capacità di aspettare la luce invece di inseguirla.

A Kep il racconto continuerà attraverso pescatori, mercati, mangrovie, saline, barche e architetture coloniali. Fotograferemo il lavoro legato al mare, ma anche ciò che il tempo ha lasciato sulle architetture e sui paesaggi.

E poi ci saranno le strade.

Durante i trasferimenti attraverseremo una Cambogia rurale fatta di terra rossa, case, piccoli negozi, mercati improvvisati, attività quotidiane, animali, persone e paesaggi. Molte delle immagini più interessanti potrebbero nascere proprio lì, fuori dal programma, quando qualcosa attirerà la nostra attenzione e decideremo di fermarci.

Perché questo viaggio non è costruito per fotografare una lista di monumenti.

È costruito per fotografare una società, un paesaggio e un modo di vivere.

E soprattutto per imparare a riconoscere un'immagine quando ci passa davanti.

  • UN ITINERARIO, NON UN PROGRAMMA RIGIDO

    L'itinerario che trovi in questa pagina è una proposta che nasce dalla mia esperienza, dalla conoscenza del territorio e dalla mia filosofia di viaggio e fotografia.

    Non considero però questo programma come un percorso rigido e immutabile.

    Lavorando con piccoli gruppi e viaggiatori privati, posso adattare il viaggio alle esigenze, agli interessi e al ritmo delle persone che partecipano, mantenendo sempre la coerenza e il senso del percorso.

    Se desideri qualcosa di diverso, possiamo quindi costruire insieme un viaggio 100% personalizzato: nella durata, nelle destinazioni, nelle attività, nel livello di comfort e, naturalmente, negli obiettivi fotografici.

    La proposta che trovi qui rappresenta quindi il punto di partenza.

    Il viaggio vero lo costruiamo insieme.



    GIORNO 1
    SIEM REAP

    l viaggio comincia a Siem Reap.

    Dopo l’arrivo ci trasferiremo in hotel, faremo il check-in e ci prenderemo qualche ora per riposare e recuperare dal viaggio.

    Nel pomeriggio entreremo per la prima volta nell’area di Angkor.

    Voglio portarvi ad Angkor Wat proprio nelle ultime ore del giorno, quando il sole comincia a scendere e la luce trasforma progressivamente la pietra, le proporzioni e i riflessi dell’architettura.

    Non voglio che il nostro primo incontro con Angkor sia una corsa alla ricerca dell’immagine perfetta. Preferisco che ci prendiamo il tempo per guardare, capire come cambia la luce e lasciare che sia il luogo a suggerirci dove posizionarci.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Entrare ad Angkor attraverso la luce.
    Cominciare il viaggio imparando a osservare prima ancora di fotografare.



    GIORNO 2
    ANGKOR

    Il jet lag, questa volta, sarà dalla nostra parte.

    Ci alzeremo molto presto per raggiungere Ta Prohm alle prime luci del giorno, quando la temperatura sarà ancora piacevole e la vegetazione avrà ancora quella luce morbida che rende così particolare il rapporto tra natura e architettura.

    Avremo tutta la mattina per lavorare sul tempio, cercando prospettive, dettagli, geometrie e soprattutto il dialogo continuo tra le radici degli alberi e le antiche pietre.

    Dopo pranzo ci prenderemo una pausa.

    Nel pomeriggio raggiungeremo Preah Khan, il grande tempio spesso chiamato anche il “tempio della spada”. Lo esploreremo con la luce del pomeriggio, quando corridoi, cortili e strutture in rovina acquistano profondità e contrasto.

    Resteremo fino alle ultime ore di luce, lasciando che il tempio cambi davanti ai nostri occhi.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Fotografare il rapporto tra natura e architettura.
    Imparare a sfruttare la luce del mattino e quella del pomeriggio per raccontare lo stesso patrimonio attraverso immagini completamente diverse.



    GIORNO 3
    ANGKOR, ACQUA E ARTIGIANATO

    La mattina cambieremo completamente registro.

    Lasceremo per qualche ora i grandi monumenti per entrare in una dimensione più quotidiana e artigianale. Partiremo presto per Kompong Phluk o Mey Chrey, a seconda delle condizioni climatiche e del livello del Tonlé Sap, per osservare la vita cambogiana dall’acqua e capire come il ritmo delle piene e delle secche del lago abbia portato le comunità ad adattarsi alla natura, e non il contrario.

    Dopo, prima di rientrare in hotel per riposarci, voglio portarvi a incontrare alcuni artigiani del metallo, per osservare da vicino il lavoro delle mani, il fuoco, gli strumenti e la trasformazione della materia.

    Dopo pranzo torneremo nell’area di Angkor.

    Nel pomeriggio attraverseremo la Terrazza degli Elefanti e andremo alla ricerca di alcuni angoli meno conosciuti, nascosti tra la vegetazione e le grandi strutture del complesso.

    Concluderemo la giornata tra le pagode e il Bayon, quando la luce del pomeriggio comincerà a modellare i celebri volti scolpiti nella pietra.

    Mi piace l’idea di chiudere i nostri giorni ad Angkor passando ancora una volta dal gesto dell’artigiano alla monumentalità dell’antico impero.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Passare dal gesto alla monumentalità.
    Osservare come acqua, materia, lavoro artigianale e architettura possano raccontare la continuità di una cultura.



    GIORNO 4
    ANGKOR → SAMBOR PREI KUK → KAMPONG THOM

    Ci alzeremo presto e lasceremo Siem Reap per dirigerci verso i templi pre-angkoriani di Sambor Prei Kuk.

    Voglio che il paesaggio cambi lentamente davanti a noi, perché anche il nostro modo di guardare la Cambogia deve cambiare.

    Lasceremo alle spalle la monumentalità di Angkor per entrare in una Cambogia più silenziosa, rurale e profondamente legata alle origini della civiltà Khmer.

    A Sambor Prei Kuk attraverseremo l’area archeologica tra antiche strutture, foresta e vegetazione.

    Nel pomeriggio aspetteremo il tramonto. È proprio nelle ultime ore della giornata che voglio fotografare questi templi: quando la luce diventa più morbida e il rapporto tra pietra, alberi e ombre acquista una dimensione completamente diversa.

    Dopo il tramonto raggiungeremo Kampong Thom, dove passeremo la notte.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Andare alle origini.
    Lasciare Angkor alle nostre spalle per scoprire una storia più antica e fotografare il rapporto tra pietra, foresta e luce.



    GIORNO 5
    KAMPONG THOM → PHNOM PENH

    La giornata comincerà prestissimo, quasi all’alba.

    Voglio arrivare alla miniera di carbone e alla fabbrica di mattoni nelle prime ore del mattino, quando la temperatura è ancora più sopportabile e il lavoro quotidiano è già iniziato.

    Carbone, terra, fuoco, polvere, materia e gesti ripetuti costruiranno un paesaggio completamente diverso da quello incontrato nei giorni precedenti.

    Qui non mi interessa soltanto fotografare ciò che viene prodotto. Voglio concentrarmi sulle persone, sui gesti e sul rapporto fisico con il lavoro.

    Terminata la visita, riprenderemo la strada verso Phnom Penh.

    Arriveremo nella capitale nel pomeriggio, faremo il check-in in hotel e ci prenderemo un po’ di tempo per riposare.

    Al tramonto raggiungeremo il fiume per una crociera. Voglio che vediate Phnom Penh anche dall’acqua, nel punto in cui i grandi corsi d’acqua della capitale si incontrano.

    La giornata si concluderà con una cena lungo il fiume.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Fotografare il lavoro e il paesaggio umano.
    Passare dalla Cambogia rurale alla capitale e cominciare a conoscere Phnom Penh anche attraverso l’acqua.



    GIORNO 6
    PHNOM PENH

    Il secondo giorno nella capitale voglio cominciare dalla storia più recente della Cambogia.

    Visiteremo il S-21, l’ex prigione di Tuol Sleng, uno dei luoghi fondamentali per comprendere il genocidio cambogiano e le profonde conseguenze che il regime di Pol Pot ha avuto sulla società.
    Non voglio che questa sia una visita alla ricerca di immagini. Voglio che sia un momento necessario per comprendere il paese che stiamo attraversando e per dare un significato diverso a tutto ciò che vedremo nei giorni successivi.

    Dopo questa immersione nella memoria torneremo alla città contemporanea.

    Attraverseremo il Mercato Russo e il Mercato Centrale, due luoghi completamente diversi ma fondamentali per osservare la vita quotidiana di Phnom Penh. Il secondo, con la sua straordinaria architettura Art Déco, ci offrirà anche un’interessante occasione per lavorare sulla fotografia urbana e architettonica.

    Nel pomeriggio voglio portarvi in una pagoda nei pressi del Palazzo Reale, per poi continuare la nostra passeggiata lungo il fiume.

    Sarà una giornata in cui storia, architettura, spiritualità e vita quotidiana si incontreranno continuamente.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Comprendere prima di fotografare.
    Entrare nella storia recente della Cambogia e tornare poi alla vita della città, osservando come una società continui a costruire il proprio presente.



    GIORNO 7
    PHNOM PENH → SIHANOUKVILLE

    La mattina cambieremo ancora una volta registro.

    Voglio portarvi in una palestra di boxe per assistere a una vera sessione di allenamento. Non cercheremo uno spettacolo preparato per i visitatori, ma la quotidianità di chi si allena, lavora e costruisce il proprio futuro attraverso la disciplina dello sport.

    Terminata la sessione partiremo verso Sihanoukville.

    La città sarà soprattutto una tappa di passaggio e una notte prima di raggiungere Koh Rong. Se arriveremo abbastanza presto, però, voglio approfittare della luce per fotografare uno dei paesaggi urbani più singolari della Cambogia contemporanea.

    Sihanoukville è segnata dalla presenza di enormi edifici costruiti durante il grande sviluppo legato agli investimenti cinesi: casinò, hotel e strutture residenziali rimasti in molti casi incompiuti o abbandonati dopo la crisi del Covid.

    Cemento, facciate monumentali e costruzioni sospese a metà compongono un paesaggio quasi surreale. Voglio lavorare con voi proprio su questa contraddizione: una città costruita per un futuro che, almeno in parte, non è mai arrivato.

    Prima del tramonto ci dedicheremo quindi alla fotografia di questo paesaggio urbano sospeso.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Fotografare una città sospesa.
    Utilizzare l’architettura per raccontare una trasformazione economica e sociale.



    GIORNO 8
    SIHANOUKVILLE → KOH RONG

    Arriveremo a Koh Rong di prima mattina. Dopo il check-in in hotel e un breve momento per sistemarci, partiremo verso nord.

    Voglio portarvi a Ocean’s Blue Paradise Beach e poi al Koh Rong Floating Village, per entrare nella dimensione più autentica dell’isola e osservare da vicino la vita legata al mare. Qui il paesaggio non è semplicemente uno sfondo: è parte della vita quotidiana, determina i ritmi, gli spostamenti e il modo stesso di abitare.

    Nel pomeriggio, tornando verso sud, passeremo attraverso alcune delle spiagge più spettacolari dell’isola e arriveremo a Sok San, un piccolo villaggio affacciato sul mare, dove pranzeremo.
    Da lì continueremo lungo la costa fino a Long Beach.

    Voglio concludere la giornata qui, con una vera e propria sessione di fotografia marina al tramonto. Dopo tanti giorni trascorsi tra templi, città e strade, lasceremo che sia il mare a prendere completamente il controllo dell’immagine.

    Rientreremo in hotel per riposarci e prepararci al trasferimento del giorno successivo.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Lasciare che sia il mare a dettare il ritmo.
    Fotografare il paesaggio costiero, la vita sull’isola e la luce del tramonto senza inseguire la fotografia, ma aspettandola



    GIORNO 9
    KOH RONG → KEP

    Ci sveglieremo presto e prenderemo il ferry per tornare a Sihanoukville. Da lì proseguiremo verso Kep, un trasferimento di circa tre ore che voglio trasformare in una nuova esperienza fotografica.
    Lasceremo progressivamente la costa più turistica per attraversare una delle zone più rurali della Cambogia. È una parte del viaggio che mi piace particolarmente perché, lungo la strada, il paesaggio cambia lentamente e la terra rossa della Cambogia comincia a diventare protagonista.
    Il colore della polvere si deposita sulle case, sugli oggetti, sulle strade e persino sulle persone. Ci fermeremo quando troveremo qualcosa che merita di essere fotografato: piccoli negozi, attività quotidiane, persone al lavoro, sorrisi e quella naturale ospitalità che accompagna spesso i nostri incontri lungo le strade cambogiane.

    Arrivati a Kep faremo il check-in al Mealea Resort e, nel pomeriggio, andremo alla ricerca delle ville Art Déco che ancora sopravvivono nella città.

    Kep fu un importante centro balneare durante il periodo del protettorato francese e alcune delle sue architetture raccontano ancora quella stagione. Alcune ville sono state restaurate, altre sono rimaste abbandonate e lentamente riconquistate dalla vegetazione.

    È un’architettura che mi interessa molto perché parla del tempo attraverso ciò che rimane.
    La sera ceneremo sulla costa. E naturalmente, a Kep, il granchio è praticamente obbligatorio.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Fotografare ciò che rimane.
    Dalla terra rossa delle strade alle ville Art Déco, osservare come il tempo trasformi persone, paesaggi e architetture.



    GIORNO 10
    KEP

    Dopo la colazione, non dovremo nemmeno andare lontano.

    Proprio di fronte al nostro hotel si trova il Crab Market. La mattina i pescatori rientrano con le loro barche e scaricano le catture, mentre il mercato comincia lentamente a prendere vita.

    Voglio portarvi qui presto, quando la luce è ancora morbida e il lavoro è già cominciato. Avremo la possibilità di osservare gesti, volti, barche, reti e tutto quello che succede intorno al mercato del pesce.

    Poi continueremo lungo la costa verso la zona delle mangrovie, tra Kep Mangrove e Krong Kaeb. Seguendo la strada potremo incontrare altre scene di vita legate al mare: pescatori immersi nell’acqua e piccole imbarcazioni che, con la bassa marea, vengono riportate lentamente verso la riva.

    Non voglio stabilire in anticipo ogni singola fermata. Preferisco che siano la strada, la luce e quello che incontreremo a suggerirci dove fermarci.

    Potremo pranzare in hotel, nel paese oppure lungo il percorso.

    Nel pomeriggio continueremo verso le Salt Fields, una grande distesa di saline affacciata sul mare.
    E sarà qui che voglio concludere la nostra giornata, aspettando ancora una volta il tramonto.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Seguire il ritmo dell’acqua.
    Marea, pesca, lavoro e paesaggio diventeranno gli elementi di una stessa storia fotografica.



    GIORNO 11
    KEP → PHNOM PENH

    Dopo colazione lasceremo Kep e inizieremo il nostro ultimo trasferimento verso Phnom Penh, circa tre ore e un quarto.

    Non voglio trasformare questo spostamento in una semplice giornata di strada. Lungo il percorso potremo decidere di fermarci al Chisor Mountain Temple, arroccato sulla montagna e affacciato sul paesaggio circostante.

    Salire fin lassù, fermarsi, osservare il territorio dall’alto e fotografare il rapporto tra il tempio e il paesaggio sarà un modo naturale per interrompere il viaggio.

    In alternativa, potremo scegliere di fermarci a Takéo e pranzare lì, entrando ancora una volta nella vita quotidiana di una città lontana dai circuiti più conosciuti.

    Mi interessa lasciare questa giornata un po’ aperta, perché dopo tanti giorni di viaggio voglio che anche l’ultimo trasferimento possa nascere dalle condizioni del momento.

    Nel pomeriggio arriveremo a Phnom Penh.

    Sarà il nostro ritorno nella capitale, dopo aver attraversato il paese da nord a sud, passando dai templi di Angkor al Tonlé Sap, dalle campagne alle città, fino alle isole e alla costa.

    OBIETTIVO DEL GIORNO
    Guardare la Cambogia da un’altra prospettiva.
    Chiudere il viaggio ritrovando il rapporto tra paesaggio, architettura e territorio.



    GIORNO 12
    PHNOM PENH → ITALIA

    Il viaggio termina a Phnom Penh.

    In dodici giorni avremo attraversato una Cambogia fatta di pietra e acqua, di grandi imperi e ferite recenti, di città, villaggi, lavoro, architettura, mare e persone.

    Io vi avrò portato attraverso luoghi che conosco e che fanno parte della mia relazione personale con questo paese, cercando di mostrarvi non una Cambogia da cartolina, ma quella che continuo a scoprire vivendo qui.

    Il viaggio finisce qui.

    La fotografia, invece, continua.



    NOTA ORGANIZZATIVA

    L’itinerario è stato progettato per permetterci di fotografare la Cambogia nelle migliori condizioni possibili, ma alcune attività e location dipendono dalle condizioni meteorologiche, dal livello dell’acqua, dalle maree e dalle situazioni locali.

    Per questo motivo, alcune escursioni potranno essere modificate, anticipate, posticipate o, se necessario, sostituite con attività equivalenti.

    L’obiettivo sarà sempre quello di mantenere intatto il senso del viaggio e offrirci le migliori possibilità fotografiche, adattandoci al ritmo reale del paese.

  • Prima di partire per la Cambogia voglio raccontarvi qualcosa del paese che attraverseremo.

    Non perché sia necessario arrivare preparati a un esame di storia, ma perché credo che conoscere un luogo sia il primo passo per imparare a guardarlo.

    Durante questo viaggio passeremo dai grandi templi di Angkor ai villaggi del Tonlé Sap, dalla campagna alle strade di Phnom Penh, dalle architetture incompiute di Sihanoukville alle isole del sud e ai villaggi di pescatori di Kep.

    Sono luoghi molto diversi tra loro ma appartengono tutti alla stessa storia.

    UN PAESE PICCOLO, MA CON UNA STORIA ENORME

    La Cambogia occupa circa 181.000 km² e si trova nel cuore del Sud-est asiatico, tra Thailandia, Laos e Vietnam.

    Al centro del paese si estende una grande pianura attraversata dal Mekong e dominata dal Tonlé Sap, il più grande lago del Sud-est asiatico. A sud il territorio raggiunge il Golfo di Thailandia, mentre verso nord e sud-ovest il paesaggio diventa più montuoso.

    È un paese nel quale l'acqua ha sempre avuto un ruolo fondamentale.

    Il Mekong, il Tonlé Sap e i loro sistemi di pianure alluvionali hanno determinato dove vivere, come coltivare la terra, come pescare e come spostarsi.

    E forse è proprio per questo che la Cambogia che attraverseremo sarà continuamente sospesa tra due elementi apparentemente opposti: la pietra e l'acqua.

    La pietra di Angkor. L'acqua del Tonlé Sap. La terra rossa delle strade rurali. Il mare del sud.

    PRIMA DI ANGKOR

    Quando pensiamo alla Cambogia pensiamo quasi sempre ad Angkor. Ma Angkor non nasce dal nulla.

    Prima dell'immenso impero Khmer esistevano già regni, città e sistemi politici complessi. Uno dei luoghi che visiteremo, Sambor Prei Kuk, appartiene proprio a questo periodo precedente ad Angkor.

    Tra il IX e il XV secolo l'Impero Khmer raggiunse una dimensione e una complessità straordinarie. Angkor divenne il centro politico, religioso ed economico di un enorme regno. E quello che è rimasto non è semplicemente una collezione di templi.

    ANGKOR: UNA CITTÀ DI PIETRA E ACQUA

    Angkor si estende per circa 400 km² e comprende templi, strade, bacini, dighe, canali e grandi riserve d'acqua.

    Questa è forse una delle cose che più mi affascinano di Angkor.

    Quando camminiamo tra le pietre di Angkor Wat o tra gli alberi di Ta Prohm, rischiamo di pensare di trovarci davanti a monumenti isolati.

    In realtà stiamo attraversando i resti di un enorme paesaggio urbano.

    L'acqua era fondamentale per l'esistenza della città: serviva all'agricoltura, alla vita quotidiana e alla gestione delle stagioni delle piogge. Angkor non era quindi soltanto una civiltà capace di costruire templi monumentali, era anche una civiltà capace di organizzare un territorio intorno all'acqua.

    È uno dei motivi per cui voglio che la fotografia di Angkor non si limiti alla facciata di un tempio. Voglio che impariamo a fotografare anche quello che non si vede immediatamente.

    IL TONLÉ SAP: IL LAGO CHE CAMBIA DIREZIONE

    E poi c'è il Tonlé Sap. Durante la stagione secca l'acqua del grande lago defluisce verso il Mekong attraverso il fiume Tonlé Sap. Durante la stagione delle piogge succede qualcosa di straordinario: il livello del Mekong aumenta e l'acqua comincia a scorrere nella direzione opposta, entrando nel lago. Il Tonlé Sap si riempie.

    La sua superficie può passare da circa 2.500 km² a circa 15.000 km². Il lago può quindi diventare circa sei volte più grande. Non è semplicemente un fenomeno spettacolare è il meccanismo che ha permesso per secoli a intere comunità di vivere di pesca e agricoltura e che ancora oggi condiziona profondamente la vita intorno al lago. La Commissione del Mekong stima che circa il 40% della popolazione cambogiana dipenda dal grande lago e dalle sue pianure alluvionali per reddito e alimentazione.

    Quando visiteremo i villaggi sul Tonlé Sap, quindi, non staremo semplicemente fotografando delle case sull'acqua.

    Staremo fotografando un modo di vivere costruito intorno a un fenomeno naturale.

    QUANDO L'ACQUA DECIDE IL CALENDARIO

    La vita cambogiana è ancora profondamente legata al ritmo delle stagioni.

    Il Mekong porta la maggior parte delle sue acque durante la stagione delle piogge, indicativamente tra giugno e novembre. Le piene alimentano le zone umide e permettono ai pesci di spostarsi verso le pianure alluvionali dove trovano cibo e luoghi adatti alla riproduzione.

    Per questo, in Cambogia, acqua e terra non sono realmente due mondi separati. La terra può diventare acqua. L'acqua può diventare terra. Una strada può scomparire. Una casa può cambiare rapporto con il suolo. Un villaggio può modificare completamente il proprio paesaggio durante l'anno.

    E per un fotografo questa è una lezione importante: il paesaggio non è qualcosa di immobile.

    DALL'IMPERO AL COLONIALISMO

    Dopo il periodo di massimo splendore dell'Impero Khmer, il potere di Angkor diminuì progressivamente e il centro politico del regno si spostò. La Cambogia entrò poi in una lunga fase di conflitti e di forte influenza dei regni vicini, soprattutto Siam e Vietnam.

    Nel XIX secolo il paese entrò nell'orbita francese e nel 1863 divenne un protettorato della Francia. L'eredità francese è ancora visibile in molte parti del paese, soprattutto nell'architettura urbana.

    A Phnom Penh e a Kep incontreremo edifici, ville e quartieri che raccontano proprio questo periodo. Sono architetture che, nel nostro viaggio, diventeranno un altro modo per leggere la storia.

    IL XX SECOLO: UNA FERITA RECENTE

    La storia cambogiana del Novecento è molto più vicina di quanto possa sembrare. Dopo l'indipendenza dalla Francia nel 1953, il paese entrò progressivamente nel vortice dei conflitti che attraversavano il Sud-est asiatico.

    Poi arrivarono i Khmer Rossi.

    Tra il 1975 e il 1979 il regime guidato da Pol Pot impose una trasformazione radicale della società cambogiana. Milioni di persone furono sfollate, perseguitate e sottoposte a condizioni estreme; circa un quarto della popolazione morì durante il periodo del regime, per esecuzioni, fame, malattie e lavori forzati.

    A Phnom Penh visiteremo Tuol Sleng, l'ex scuola trasformata in prigione e centro di tortura dal regime. Non ci andremo per fotografare la tragedia. Ci andremo perché, senza conoscere questa parte della storia, è impossibile comprendere davvero la Cambogia contemporanea.

    E soprattutto è difficile capire quella straordinaria capacità di una società di continuare a ricostruirsi dopo una distruzione così recente.

    LA CAMBOGIA DI OGGI

    Oggi la Cambogia è un paese profondamente diverso da quello di qualche decennio fa. Dal 2000 l'economia ha conosciuto una crescita molto rapida e nel 2015 il paese è entrato nella categoria delle economie a reddito medio-basso.

    Nel 2025 la popolazione era di circa 17,8 milioni di abitanti e il PIL aveva raggiunto circa 51 miliardi di dollari. La crescita economica è stata del 5,3%. Ma parlare semplicemente di crescita sarebbe riduttivo. Il paese sta attraversando una trasformazione enorme.

    Industria tessile, turismo, costruzioni, agricoltura, servizi, infrastrutture e investimenti stranieri stanno modificando rapidamente il territorio.

    A Phnom Penh vedremo una città che cresce verticalmente. A Sihanoukville vedremo invece una delle immagini più evidenti e controverse di questa trasformazione: grandi strutture alberghiere e residenziali, casinò, edifici incompiuti e aree nate durante il boom degli investimenti e rimaste in parte sospese dopo la pandemia.

    È una città che sembra raccontare contemporaneamente il futuro che arriva e il futuro che non è mai arrivato.

    CRESCITA E CONTRADDIZIONI

    Lo sviluppo economico ha portato enormi cambiamenti e una riduzione significativa della povertà, ma non tutti ne hanno beneficiato allo stesso modo.

    Il settore formale dell'economia, soprattutto la produzione destinata all'esportazione, continua a mostrare una buona capacità di crescita, mentre molte attività informali e alcune famiglie rurali rimangono più vulnerabili. Il World Bank segnala inoltre che l'indebitamento delle famiglie e la correzione del mercato immobiliare stanno pesando sui redditi disponibili, soprattutto tra le fasce più fragili.

    È una delle ragioni per cui, durante il viaggio, voglio portarvi anche lontano dalle grandi attrazioni. Per fotografare come cambia realmente un paese. Non soltanto i suoi monumenti, ma anche le persone che vivono dentro queste trasformazioni.

    ONG, COOPERAZIONE E AIUTO

    La Cambogia ha una lunga storia di presenza internazionale nel settore umanitario e dello sviluppo.

    Dopo decenni di guerra e distruzione, organizzazioni internazionali e ONG hanno avuto un ruolo importante nella ricostruzione di scuole, strutture sanitarie, programmi agricoli, tutela dell'infanzia, formazione professionale e sviluppo delle comunità.

    Ma anche qui preferisco evitare una visione semplicistica. La Cambogia di oggi non è un paese che aspetta semplicemente di essere “salvato”. È una società giovane e dinamica, con problemi ancora importanti ma anche con una propria capacità di trasformazione.

    La cooperazione internazionale può sostenere questo processo, ma non può sostituirsi alle persone che lo stanno vivendo.

    Per me è importante raccontarvelo anche per questo. La mia relazione con la Cambogia è iniziata proprio attraverso una collaborazione con una ONG, nel 2007. Da allora ho visto cambiare molte cose. E ho imparato che aiutare non significa necessariamente arrivare con una soluzione già pronta.

    A volte significa prima di tutto ascoltare.

    UNA CAMBOGIA CHE CAMBIA

    Durante il viaggio vedremo molte delle contraddizioni che rendono questo paese così interessante. Vedremo templi costruiti quasi mille anni fa accanto a strade nuove. Villaggi che vivono secondo ritmi antichissimi e città che cambiano velocemente. Pescatori che dipendono dal ciclo naturale del Tonlé Sap e grandi progetti immobiliari costruiti pensando al futuro. Architetture coloniali abbandonate e nuovi edifici di vetro. Artigiani che lavorano ancora con le mani e industrie che producono per il mercato globale.

    Non voglio nascondere queste contraddizioni. Voglio fotografarle.

    PERCHÉ CONOSCERE TUTTO QUESTO PRIMA DI PARTIRE?

    Perché quando arriveremo ad Angkor voglio che non vediate soltanto un tempio. Voglio che vediate una civiltà che ha costruito una città intorno all'acqua.

    Quando saremo sul Tonlé Sap, voglio che non vediate soltanto una casa galleggiante. Voglio che comprendiate perché quella casa esiste.

    Quando incontreremo un pescatore, un artigiano o un lavoratore, voglio che la fotografia non si fermi al volto.

    E quando arriveremo a Sihanoukville e vedremo un edificio incompiuto, voglio che vi chiediate che cosa racconta quella costruzione sul paese che lo ha costruito.

    Perché questo è il modo in cui intendo la fotografia documentaria.

    Prima si guarda.
    Poi si cerca di capire.
    E solo dopo si fotografa.

    Questa Cambogia non è sempre facile. Non è sempre bella nel senso turistico della parola. Ma è proprio per questo che, secondo me, vale la pena attraversarla con una macchina fotografica in mano.

    Perché dietro ogni paesaggio, ogni volto, ogni tempio, ogni barca e ogni edificio c'è una storia. E durante questi dodici giorni proveremo a imparare a leggerla.

  • Anche la scelta degli alloggi fa parte del modo in cui organizzo i miei Photo Tours.

    Non cerco necessariamente hotel di lusso, ma strutture confortevoli, curate, piacevoli e coerenti con il luogo in cui ci troviamo.

    Durante questo viaggio alterneremo boutique hotel, piccoli hotel e resort selezionati personalmente in base alla posizione, alla qualità delle camere, alla tranquillità, alla colazione e alla possibilità di riposarsi bene dopo le giornate di fotografia.

    Dove possibile, preferirò strutture con piscina, spazi comuni piacevoli e un'atmosfera intima, evitando grandi complessi impersonali.

    A seconda della destinazione potremo soggiornare in strutture molto diverse tra loro: hotel in città, piccoli resort immersi nel verde, bungalow sulla costa o strutture vicine al mare.

    L'obiettivo è sempre lo stesso: trovare un equilibrio tra comfort, autenticità e praticità.

    Tutte le camere saranno private e con bagno privato.

    Gli hotel definitivi saranno scelti e confermati in base al numero finale dei partecipanti e alla disponibilità delle strutture al momento della prenotazione.

    La scelta non sarà quindi legata a un singolo hotel prestabilito, ma a un insieme preciso di caratteristiche che voglio mantenere in tutto il viaggio.

    Per me l'hotel non è semplicemente il luogo dove dormire.

    Dopo una giornata trascorsa tra templi, villaggi, acqua, strade e persone, deve essere il luogo in cui possiamo fermarci, riposare e prepararci a continuare il viaggio il giorno dopo.

  • Durante tutto il viaggio avremo a disposizione trasporti privati, sia per gli spostamenti tra le diverse destinazioni sia per i nostri movimenti all'interno delle città.

    Questo ci permetterà di muoverci con maggiore libertà, senza dipendere da orari o trasporti condivisi, e soprattutto di poterci fermare quando incontreremo qualcosa che merita di essere fotografato.

    Utilizzeremo auto o minivan privati in base al numero dei partecipanti e alle esigenze del gruppo.

    Per raggiungere Koh Rong utilizzeremo il traghetto, mentre durante alcune attività fotografiche sul Tonlé Sap e sulla costa utilizzeremo imbarcazioni private.

    Gli spostamenti fanno parte del viaggio tanto quanto le destinazioni.

    In Cambogia, infatti, spesso è proprio lungo la strada che appare una delle fotografie che non avevamo programmato.

  • Non serve avere un'attrezzatura fotografica particolare per partecipare a questo Photo Tour.

    Lavoreremo con situazioni molto diverse: architettura, paesaggio, fotografia documentaria, ritratti, lavoro, acqua, villaggi e fotografia urbana.

    Per questo consiglio di portare un'attrezzatura versatile e leggera, che ci permetta di cambiare rapidamente prospettiva senza trasformare lo zaino fotografico in un peso durante le giornate più lunghe.

    FOTOCAMERA

    Una fotocamera mirrorless o reflex è naturalmente la soluzione ideale.

    È consigliabile avere con sé almeno una batteria di riserva e un numero sufficiente di schede di memoria.

    Se possedete due corpi macchina, possono essere utili soprattutto nelle giornate dedicate alla fotografia documentaria, permettendoci di avere focali diverse già pronte.

    OBIETTIVI

    Non è necessario portare un'intera collezione di obiettivi.

    Un grandangolare sarà molto utile per l'architettura di Angkor, i paesaggi e gli spazi urbani.

    Un zoom standard sarà probabilmente l'obiettivo più versatile del viaggio, utile nella fotografia quotidiana, nei villaggi e durante gli spostamenti.

    Un teleobiettivo o uno zoom medio-lungo potrà essere interessante per lavorare sui dettagli, comprimere i piani del paesaggio e fotografare alcune situazioni a distanza, soprattutto sul Tonlé Sap e sulla costa.

    Se avete un obiettivo luminoso da ritratto, potrà naturalmente essere utilizzato, ma non è indispensabile.

    TREPPIEDE

    Il treppiede non è obbligatorio.

    Potrà essere utile per alcune fotografie architettoniche o per lavorare con tempi più lunghi, ma durante gran parte del viaggio preferiremo mantenere la massima libertà di movimento.

    FILTRI

    Un filtro polarizzatore può essere interessante per lavorare con il cielo, l'acqua e alcune superfici riflettenti.

    Non è però indispensabile.

    PROTEZIONE DALLA POLVERE E DALL'ACQUA

    Durante il viaggio incontreremo polvere, terra, umidità e, naturalmente, acqua.

    È quindi consigliabile avere una protezione semplice per la fotocamera, soprattutto durante le escursioni in barca e nelle giornate di pioggia.

    Una piccola borsa o custodia impermeabile per macchina fotografica, batterie e schede sarà sufficiente.

    E SOPRATTUTTO

    Portate l'attrezzatura che conoscete.

    Non è questo il viaggio per comprare una macchina fotografica nuova tre giorni prima di partire.

    Una fotocamera semplice che sapete utilizzare bene sarà molto più utile di un'attrezzatura sofisticata che non conoscete.

    Durante il Photo Tour lavoreremo soprattutto sulla capacità di osservare, scegliere e interpretare.

    Perché, alla fine, l'attrezzatura può aiutarci a realizzare una fotografia. Ma non può dirci quale fotografia fare.

  • Il Photo Tour CAMBOGIA DA NORD A SUD si svolge nei mesi di ottobre, novembre, dicembre, gennaio e febbraio, che corrispondono alla stagione secca e relativamente più fresca del paese.

    È uno dei periodi più favorevoli per attraversare la Cambogia: le precipitazioni sono generalmente scarse, il cielo tende a essere più stabile e le temperature sono più piacevoli rispetto ai mesi più caldi dell'anno. La stagione secca va indicativamente da novembre a marzo, mentre dicembre e gennaio sono normalmente i mesi più freschi.

    Ma attenzione: siamo comunque in Cambogia. Non aspettatevi l'inverno europeo.

    Durante il giorno le temperature possono facilmente raggiungere 28–33 °C, soprattutto nelle zone più meridionali e durante il mese di febbraio, mentre le prime ore del mattino e le sere possono essere sensibilmente più fresche, soprattutto nel nord del paese.

    Ed è proprio questa differenza tra mattina e pomeriggio che ci permetterà, in alcune giornate, di lavorare con condizioni di luce molto diverse.

    OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE

    Dicembre è generalmente il mese più fresco dell'anno e offre condizioni molto favorevoli per la fotografia all'aperto.

    Le mattine possono essere piacevolmente fresche, soprattutto a Siem Reap e nelle zone rurali, mentre durante il giorno il clima rimane caldo ma normalmente più sopportabile rispetto ai mesi successivi.

    È anche un ottimo periodo per lavorare sulla luce del mattino senza dover affrontare temperature troppo elevate.

    GENNAIO

    Gennaio continua a essere un mese secco e relativamente fresco.

    Le precipitazioni sono normalmente molto limitate e le giornate sono spesso luminose e stabili.

    Per un Photo Tour è una condizione particolarmente interessante: possiamo programmare diverse attività all'aperto senza dover fare affidamento su condizioni meteorologiche completamente imprevedibili.

    Al mattino presto può comunque essere utile avere con sé una camicia leggera o una giacca sottile.

    FEBBRAIO

    A febbraio il clima comincia lentamente a cambiare.

    Le temperature aumentano e nelle ore centrali della giornata può fare decisamente caldo, soprattutto durante le visite ai templi o nelle zone prive di ombra.

    Le precipitazioni rimangono generalmente molto basse e febbraio è tra i mesi più secchi dell'anno in molte zone della Cambogia.

    Sulla costa, a Sihanoukville, Koh Rong e Kep, il periodo rimane generalmente favorevole, con giornate calde, asciutte e ventilate.

    IL CALDO FA PARTE DEL VIAGGIO

    Durante alcune giornate cammineremo per diverse ore, saremo esposti al sole e passeremo tempo all'aperto.

    Per questo è importante bere regolarmente, proteggersi dal sole e vestirsi con abiti leggeri e traspiranti.

    Un cappello, occhiali da sole, crema solare e una borraccia saranno compagni praticamente quotidiani.

    E soprattutto, impareremo a rispettare il ritmo del clima.

    Non tutto deve essere fotografato nelle ore più calde.

    A volte la soluzione migliore sarà semplicemente aspettare la luce giusta, fermarsi, bere qualcosa e riprendere quando il paesaggio comincia a cambiare.

    E SE PIOVE?

    Anche durante la stagione secca può verificarsi qualche episodio di pioggia.

    Il clima tropicale non segue un calendario perfetto e le condizioni possono cambiare rapidamente.

    Per questo il programma mantiene sempre un certo margine di flessibilità: alcune attività, soprattutto quelle legate al Tonlé Sap, alle barche e alla costa, potranno essere adattate alle condizioni meteorologiche e al livello dell'acqua.

    In fondo, anche questo fa parte del nostro modo di fotografare.

    Non possiamo decidere il tempo. Possiamo decidere come guardarlo.

  • Questo Photo Tour è adatto a persone con una normale preparazione fisica.

    Non è necessario essere sportivi, ma è importante essere abituati a camminare, stare diverse ore fuori dall'hotel e affrontare giornate che, in alcuni momenti, possono essere abbastanza intense.

    Visiteremo i templi di Angkor, cammineremo su terreni irregolari, passeremo tempo all'aperto sotto il sole e affronteremo alcuni trasferimenti relativamente lunghi.

    Ci saranno anche sveglie molto presto, soprattutto nelle giornate dedicate alla fotografia della luce dell'alba e del mattino.

    Il caldo e l'umidità possono aumentare la percezione della fatica, anche durante la stagione più secca.

    Non è quindi necessario avere una particolare preparazione atletica, ma è importante sentirsi a proprio agio con camminate di alcune ore e con un ritmo di viaggio dinamico.

    IL LIVELLO FOTOGRAFICO

    Non è richiesta una preparazione fotografica professionale.

    Il Photo Tour è aperto sia a fotografi con esperienza sia a persone che vogliono approfondire il proprio modo di fotografare.

    Durante il viaggio lavoreremo sulla lettura della luce, composizione, rapporto tra persone e ambiente, fotografia documentaria, architettura, paesaggio e capacità di costruire una serie fotografica.

    Non è importante quale macchina fotografica possediate. È molto più importante avere curiosità, voglia di osservare e disponibilità a mettersi in gioco.

    UN VIAGGIO DA VIVERE, NON DA CORRERE

    Il programma è intenso perché in dodici giorni attraverseremo una parte molto ampia della Cambogia. Ma non voglio che il viaggio diventi una gara contro il tempo. Quando sarà possibile, lasceremo spazio alle pause, al riposo e alle situazioni che incontreremo lungo il percorso.

    Perché una buona fotografia non nasce necessariamente quando abbiamo davanti il monumento più importante della giornata.

    A volte nasce quando decidiamo di fermarci cinque minuti in più.

  • Il gruppo sarà composto da un massimo di 6 partecipanti.

    Ho scelto volutamente di mantenere i miei Photo Tours su una dimensione molto piccola.

    Sei persone ci permettono di muoverci con maggiore libertà, utilizzare trasporti privati più agevolmente, fermarci quando incontriamo qualcosa di interessante e, soprattutto, entrare in relazione con i luoghi e con le persone senza creare un gruppo troppo numeroso.

    Per me il numero dei partecipanti non è soltanto una questione organizzativa.

    È parte del modo in cui voglio viaggiare e fotografare.

    Piccolo gruppo. Più libertà. Più tempo per guardare.

5.- IL NOSTRO MODO DI VIAGGIARE

Viaggiare insieme significa condividere molto più di un itinerario.

Significa imparare a guardare lo stesso luogo attraverso occhi diversi, aspettare insieme una luce, fermarsi quando qualcosa ci incuriosisce e accettare che, spesso, la fotografia più interessante sia proprio quella che non avevamo previsto.

Durante questo viaggio non saremo semplicemente visitatori.

Cercheremo di essere ospiti rispettosi dei luoghi che attraversiamo.

Quando fotograferemo le persone, cercheremo prima di tutto un contatto. Non entreremo nelle loro vite con la macchina fotografica già pronta, ma proveremo a capire chi abbiamo davanti, cosa sta facendo e se desidera essere fotografato.

Non tutte le fotografie devono essere scattate. A volte il gesto più rispettoso è abbassare la macchina fotografica. Viaggeremo con curiosità, ma senza pretendere che tutto debba assomigliare a ciò che conosciamo. La Cambogia ha i suoi tempi, i suoi ritmi, le sue contraddizioni e il suo modo di vivere. Noi proveremo ad ascoltarli.

Ci saranno momenti organizzati e momenti completamente imprevedibili. Ci saranno monumenti che abbiamo scelto con cura e fotografie che nasceranno semplicemente perché, lungo la strada, qualcosa ci avrà fatto dire:

«Fermiamoci qui.»

Non cerchiamo di tornare a casa con la scheda di memoria piena. Cerchiamo di tornare con immagini che abbiano qualcosa da raccontare.

Per questo il nostro modo di viaggiare è semplice:

conoscere prima di fotografare.
guardare prima di giudicare.
entrare in relazione prima di scattare.

E poi, quando arriva il momento giusto, premere il pulsante.

6.- COME PRENOTARE

La richiesta di partecipazione a un Photo Tour può essere effettuata attraverso il modulo di iscrizione presente sul sito o tramite contatto diretto.

Una volta ricevuta la richiesta, verrà verificata la disponibilità e verranno fornite tutte le informazioni necessarie per procedere alla prenotazione.

PAGAMENTO

Per i Photo Tour con partenza nel 2026, la prenotazione prevede:

* 50% del prezzo totale alla conferma della prenotazione.
* 50% del prezzo totale entro 45 giorni dalla data di partenza.

Il pagamento verrà effettuato tramite bonifico bancario alle coordinate che saranno comunicate al momento della prenotazione.

La partenza sarà considerata confermata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti indicato nella scheda del Tour.

La semplice richiesta di informazioni o di partecipazione non comporta quindi, di per sé, la conferma definitiva della prenotazione.

CONDIZIONI DI CANCELLAZIONE

Il partecipante può rinunciare al viaggio secondo le modalità e nei termini indicati nelle condizioni specifiche del singolo Photo Tour.

Le eventuali somme trattenute in caso di cancellazione dipenderanno dai servizi già acquistati o impegnati per conto del partecipante e dalle condizioni applicabili al viaggio.

Le condizioni di cancellazione applicabili a questo Tour sono comunicate al momento della prenotazione e fanno parte delle condizioni di partecipazione.

CONFERMA DELLA PARTENZA

Alcuni Photo Tour vengono confermati solo dopo il raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

Nel caso in cui la partenza non venga confermata dall'organizzazione, le somme eventualmente versate per la prenotazione del viaggio verranno rimborsate secondo le condizioni comunicate al momento dell'iscrizione.

Per questo motivo, prima di acquistare servizi personali non rimborsabili, come voli internazionali, è consigliabile attendere la conferma definitiva della partenza.

ASSICURAZIONE

È fortemente consigliata la sottoscrizione di un'assicurazione di viaggio adeguata alla destinazione e alla natura del Tour, che comprenda almeno assistenza sanitaria, spese mediche, cancellazione e, quando necessario, rimpatrio.

Le eventuali assicurazioni incluse nel prezzo del Tour saranno sempre indicate nella sezione “La quota include”.

DOCUMENTI E VISTI

È responsabilità del partecipante verificare di essere in possesso di tutti i documenti necessari per il viaggio, compresi passaporto valido, eventuali visti, autorizzazioni o altri documenti richiesti dalle autorità del Paese visitato.

L'organizzazione fornirà, per quanto possibile, le informazioni relative ai requisiti di ingresso conosciuti al momento della prenotazione.

ORGANIZZAZIONE E FORNITORI LOCALI

A seconda della destinazione, alcuni servizi del viaggio possono essere organizzati e forniti da operatori, agenzie, guide, autisti, strutture ricettive o altri professionisti locali selezionati in collaborazione con l'organizzazione del Tour.

Quando un Tour viene organizzato attraverso un tour operator o un'agenzia partner, quest'ultimo sarà indicato nella documentazione contrattuale e assumerà il ruolo e le responsabilità previste dalla normativa applicabile.

IL MIO RUOLO

Vi accompagno personalmente nei Photo Tour e curo la parte fotografica, creativa ed esperienziale.

Il mio ruolo comprende la progettazione dell'esperienza fotografica, la direzione delle attività fotografiche, il confronto con i partecipanti e l'accompagnamento durante il viaggio.

A seconda della destinazione, alcuni servizi turistici e logistici possono essere affidati a operatori locali o a un tour operator o agenzia partner.

MODIFICHE AL PROGRAMMA

Un viaggio può subire modifiche rispetto al programma pubblicato per ragioni operative, logistiche, meteorologiche, di sicurezza, di disponibilità dei fornitori o per altre circostanze non prevedibili al momento della progettazione.

L'obiettivo sarà sempre quello di mantenere il più possibile l'esperienza, il carattere e gli obiettivi del viaggio, adattando eventualmente l'itinerario alle circostanze.

Nei Photo Tour, il programma è quindi da intendersi come una struttura di viaggio e non come una sequenza immutabile di attività.

ACCETTAZIONE DELLE CONDIZIONI

Prima della conferma della prenotazione, il partecipante riceverà tutte le informazioni relative al viaggio, ai servizi inclusi ed esclusi, alle modalità di pagamento e alle condizioni di cancellazione.

La conferma della prenotazione implica l'accettazione delle condizioni applicabili al singolo Photo Tour.

LA QUOTA INCLUDE

* Tutti i pernottamenti in hotel con prima colazione inclusa.
* La presenza di Marcos Domingo come Photo Tour Leader e fotografo per tutta la durata del viaggio.
* Tutti i trasferimenti e gli spostamenti terrestri previsti dal programma con mezzi privati.
* I trasferimenti in barca e in traghetto previsti dall'itinerario.
* Gli ingressi ai siti archeologici, ai musei e alle altre visite indicate nel programma.
* Le escursioni e le attività previste dal programma.
* Le barche private previste durante le attività fotografiche.
* Guide locali e assistenza locale quando necessarie.
* Le tasse locali relative ai servizi inclusi nel programma.

LA QUOTA NON INCLUDE

* Volo internazionale da/per la Cambogia.
* Visto d’ingresso in Cambogia.
* Assicurazione sanitaria e assicurazione di viaggio.
* Assicurazione annullamento viaggio.
* Pranzi, cene e bevande, salvo quelli eventualmente indicati come inclusi nel programma.
* Spese personali.
* Mance per autisti, guide locali e personale.
* Eventuali attività, escursioni o servizi aggiuntivi non previsti dal programma.
* Eventuali supplementi dovuti a variazioni dell’itinerario richieste dal partecipante.
* Tutto ciò che non è espressamente indicato alla voce “La quota include”.

VISTO PER LA CAMBOGIA

I cittadini italiani necessitano di un visto turistico per entrare in Cambogia.

È possibile richiedere il Tourist Visa (Visa T), con ingresso singolo e validità di soggiorno fino a 30 giorni.

Costo: 30 USD.

Il visto può essere richiesto online attraverso il sito ufficiale del Governo cambogiano:

Official Cambodia e-Visa

Il passaporto deve avere una validità residua superiore a sei mesi al momento dell'ingresso nel Paese. Il sito ufficiale indica inoltre un tempo di elaborazione di circa 3 giorni lavorativi.

Si consiglia di verificare i requisiti e le condizioni aggiornate prima della partenza.

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